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di Ettore Scola e Ruggero Maccari
adattamento Gigliola Fantoni
con Giulio Scarpati e Valeria Solarino
e con Giulio F. Janni,  Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, Paolo Minnielli, Federica Zacchia
regia Nora Venturini
scena Luigi Ferrigno
costumi Marianna Carbone
luci Raffaele Perin
video e suoni Marco Schiavoni

produzione Compagnia Gli Ipocriti

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Conosciuto per il film capolavoro di Ettore Scola con Marcello Mastroianni e Sofia Loren, Una giornata particolare nasce in realtà come testo teatrale.
È la storia dell’incontro tra due solitudini disperate, due persone rifiutate, discriminate per motivi diversi.
La data è il 6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma.
Gabriele, interpretato da Giulio Scarpati, ex annunciatore dell’EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Antonietta, interpretata da Valeria Solarino, ridotta a fare la serva di marito, figli e regime.
I due personaggi grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di sé stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Antonietta grazie a Gabriele mette in discussione le sue certezze sul regime e inizia a dubitare sulle verità propagandate dal fascismo. Gabriele, omosessuale licenziato dalla Radio e in procinto di essere spedito al confino, costretto in una vita di finzione, con Antonietta finalmente si sente libero, esce allo scoperto, per la prima volta si sente accettato, apprezzato e amato per quello che è. Ignorante e sottomessa lei, colto e raffinato lui, apparentemente diversissimi, si sentono, si annusano, si riconoscono. Sono due umiliati, due calpestati, due ultimi. Nel giorno della festa sono le due Cenerentole rimaste a casa. E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, sui destini dei quali cammina, con passo marziale la Storia con la S maiuscola.


Punta su una malinconia tenera e spassosa, sul ralenti e su sintomi calmi la regia, e il palcoscenico ospita con sobrietà la bella sagoma siciliana (anche nei toni) della Solarino e la figura indelebile e gentile di Scarpati.
Rodolfo di Giammarco, la Repubblica


 
 
 
 
 
 
 
 

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