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di George Tabori
traduzione Marco Castellari e Laura Forti
 
personaggi e interpreti
Mr. Jay, il regista Luca Micheletti
Goldberg, il suo assistente Marcella Romei
Japhet, attore Michele Nani
Raamah, attore Pietro De Pascalis
Terese Tormentina, superstar Claudia Scaravonati
Mrs. Mopp, operatrice d'igiene universale Barbara Costa
al pianoforte Rossella Spinosa
 
regia Luca Micheletti
scene Csaba Antal
costumi Rosa Mariotti e Linda Riccardi
luci, audio, video Fabrizio Ballini
musiche originali e arrangiamenti Rossella Spinosa
altre musiche Johann Sebastian Bach, Francis Poulenc, Camille Saint-Saëns
suoni Roberto Bindoni
assistente alla regia Alice Lutrario
direttore tecnico Fabrizio Ballini
direttore di scena Stefano Bonetti
assistente volontario alla regia Andrea Sola
realizzazione scene Alberto Favretto e Lucio Serpani
sarta Rosa Mariotti
foto di scena Ezio Mereghetti e Fiorenza Stefani

 
Produzione con TEATRO FRANCO PARENTI | Compagnia teatrale I GUITTI

 

Per la prima volta in Italia il testo-shock di Tabori che Ingmar Bergman diresse nel 1994.

L’idea di partenza dice già molto: a Gerusalemme, un gruppo di teatranti dell’era post-atomica mette in scena la Bibbia. O meglio, ci prova, incarnando ostinatamente il comandamento di Beckett “fallire ancora, fallire sempre, fallire meglio”.
La drammaturgia di Tabori – come sempre debitrice a Brecht, con un gusto spiccato per l’aforisma e il Wits ebraico – si fa carico qui di risalire alle origini dell’identità religiosa e morale dell’Occidente e di tradurre per la scena i rischi e i paradossi del “prendere alla lettera” il testo sacro e del servirsene come terreno di scontro ideologico. Con un taglio umoristico, feroce e spregiudicato, Tabori illumina contraddizioni millenarie che regolano i rapporti dell’uomo con le religioni, il suo rifiuto e il suo bisogno della fede e le vie per sfuggirle “interpretandola”: il risultato è un divertissement svelto e pirotecnico, colto e pop, scorretto politicamente almeno tanto quanto demistificante. Non teme di affrontare ferite aperte dell’oggi quali l’antisemitismo, la guerra di religione, il neonazismo, frequentando senza scrupoli i generi della farsa, della tragedia, del cabaret, dell’apologo, reinventando un “teatro della crudeltà” in salsa yiddish.


INCONTRO
Domenica 6 novembre | h 18.00
Tra Vienna e Gerusalemme.
Bibbia e teatro nelle Variazioni Goldberg
Conversazione con Marco Castellari, Laura Forti, Luca Micheletti
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