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Con Massimo Carlotto

In occasione dello spettacolo Niente più niente al mondo, l'autore incontra il pubblico, intervistato da Giorgio Simonelli, professore associato di Giornalismo radiofonico e televisivo presso l'Università Cattolica di Milano.


dal 13 al 29 gennaio
Niente più niente al mondo


di Massimo Carlotto
con Annina Pedrini
e con Annalisa Urti
regia e spazio scenico Fabio Cherstich
luci Gigi Saccomandi - costumi Sara Grittini

produzione Teatro Franco Parenti
 


Da Massimo Carlotto, una storia fulminante che non concede scampo.

È il racconto in prima persona di una madre che ha appena ucciso la figlia e che, come in un delirio, rievoca la propria storia e quella della sua famiglia, mentre snocciola un rosario di cifre, di prezzi, di marche di prodotti, di promozioni, di trasmissioni TV: tutto il suo universo “culturale” in cui la miseria spirituale è parallela a quella economica. Una vita perduta, una vita come tante. Una denuncia che potrebbe sembrare anacronistica a quelli che abbracciano l’ipocrisia di un’Italia ormai definitivamente votata al benessere. Ma qualcuno ancora vive così, e il giallo sta tutto nel decidere se queste persone siano veramente colpevoli dei crimini che compiono.
La regia di Fabio Chersich, rifiutando un facile realismo, ci permette, attraverso un “cortocircuito emotivo” di penetrare nell’animo svuotato di una donna immiserita dalla vita.

Massimo Carlotto usa il noir come genere capace di raccontare le trasformazioni, anche nascoste, della società. I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero.
Una storia dove la miseria esteriore è specchio di una miseria spirituale e di frustrazioni anche per sogni che non si possono nemmeno più sognare. Una storia interpretata con grande bravura e ricchezza di sfumature da Annina Pedrini.

Magda Poli – Il Corriere della Sera

 

 

 
 
 
 
 
 
 

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