SHARE
 
 


Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

in collaborazione con
Teatro Franco Parenti

Progetto finale di 6 testi scritti dal Terzo Corso Drammaturgia e diretti dal Terzo Corso Regia Teatrale

PRIME TESTE
8 e 9 giugno 2017
SECONDE TESTE
15 e 16 giugno 2017
TERZE TESTE
21 e 22 giugno 2017 

Teste Inedite è un progetto della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi composto da sei spettacoli originali, basati su testi scritti dai diplomandi autori teatrali della scuola: Giorgia Aimeri , Elisa Campisi, Matteo Caniglia, Riccardo Favaro, Tatjana Motta, Riccardo Tabilio.  La messa in scena (per tre settimane dall’8 al 22 giugno al Teatro Franco Parenti) è curata da cinque registi diplomandi Enrico Baraldi, Claudia Corona, Virginia Landi, Giovanni Ortoleva, Ida Treggiari e da una regista diplomata Valentina Malcotti, con la partecipazione di attori professionisti.
Teste Inedite è il frutto della quinta edizione del Laboratorio delle Idee di Tatiana Olear dedicato all'ideazione, sviluppo e messa in scena di un testo originale.

Durante il laboratorio, viene lasciata ampia libertà di scelta su forma e contenuto dei testi: ogni allievo deve crearsi le proprie regole del gioco e scoprire dentro di se le proprie urgenze da esprimere. L’unico limite imposto è quello della coerenza interna dell'opera stessa.
I testi messi in scena, rivolgono l’attenzione ai cambiamenti che sta vivendo il nostro mondo.

Le messe in scena sono state accompagnate dai docenti della scuola: Massimo Navone, Tatiana Olear,  Michele De Vita Conti. Gli spettacoli si avvalgono di una pluralità di linguaggi scenici e tecnologici: musica originale, canto, danza, videoproiezione, video mapping, spazializzazione del suono, riprese audio e video dal vivo e mixaggio in diretta di immagini e suoni.
Questa coniugazione di linguaggi è l’espressione di uno degli obiettivi del programma didattico della scuola.

Al progetto collaborano la Scuola di Scenografia dell’Accademia delle Belle Arti di Brera con gli allievi scenografi e costumisti tutorati da Davide Petullà, Beatrice Laurora e Claudia Botta la Scuola Civica di Musica Claudio Abbado - Istituto di Ricerca Musicale con gli allievi compositori tutorati da Giovanni Venosta e Alberto Morelli e la Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti (Dipartimento Multimedia) con  i videomaker Chiara Caliò, Alice Gagliardi, e Davide Cazzani e  la collaborazione di Fabio Brusadin.

PRIME TESTE
8 e 9 giugno 2017

ore 19:00 e 21:30
DEath EDucation

di Elisa Campisi
Regia di Claudia Corona
Con Fabio Ghidoni, Francesco Migliaccio, Anahì Traversi
Musiche di Marco Goldonetto, Gabriele Tunesi
Flauti Alberto Morelli
Percussioni John de Martino
Videomaker Alice Gagliardi
Videomapping e tecnico video Fabio Brusadin
Scene e costumi Filippo Giaccone, Laura Di Francesco, Sohere Caserini, Lucia Soldati
Tutor per il canto Ambra D’Amico
Tutor di regia Tatiana Olear

Nota al testo
Un pozzo, l'immagine per eccellenza dell'organizzazione sociale fatta a partire dalle esigenze vitali dell'essere umano. Attorno a esso si muovono personaggi di diverse culture,  uniti dalla stessa ricerca di un senso ultimo della vita, che si scontra con l'ineluttabilità della morte. Tutti i riti che conosciamo sono frutto di questa ricerca spirituale, ma spesso non riescono più a esserne efficaci strumenti. Perché? La mia personale risposta a questa domanda è che siamo ormai troppo grandi per credere in Babbo Natale.
Elisa Campisi

Note di regia
Tutto inizia con una preghiera, un canto nel quale si raccolgono le speranze dell'umanità. L'Acqua, simbolo di spiritualità, svela i segreti più oscuri della natura umana: seppur abbandonata, inquinata e tradita dalla mercificazione, rappresenta l'unica speranza di Vita. Il pozzo è in realtà un portale nel quale confluiscono, come in un vortice, diverse dimensioni spazio temporali: in ogni mondo un sacerdote sta per celebrare un rito; un uomo deve difendere la sua comunità; una donna è alla ricerca del confronto finale. Il pubblico è direttamente coinvolto nella ricerca, chiamato ad assumere un ruolo ormai perduto, quello di Comunità, su cui è doveroso riflettere insieme. Claudia Corona

ore 19:00 e 21:30
Molto Crudele

di Riccardo Favaro
Regia di Enrico Baraldi
Con Emilia Scarpati Fanetti, Ludovico Fededegni, Luca Mammoli
Musiche di Fabrizio Cammisuli, Diego Marchetti
Videomaker Chiara Caliò
Videomapping e tecnico video Fabio Brusadin
Scene e costumi Elisa Turella, Ilaria Valietti, Angela Roman
Tutor per il canto Silvia Girardi
Tutor di regia Tatiana Olear

Nota al testo
Sotto la superficie, un’altra superficie. Sotto la pelle, una nuova pelle. Sette piccoli frammenti di realtà vengono alterati dall'arrivo di un nuovo virus: dal salotto delle celebrities a due criminali sottoproletari, dalla campagna elettorale ad una villetta in campagna, tutto viene contaminato dalle parole. Le parole creano mondi e li distruggono in modo seriale. Ma esiste davvero questa malattia? O è piuttosto il limite della nostra idea di “contagio” a definire i limiti della nostra idea di “finzione”?
Riccardo Favaro

Note di regia
Sulla scena la grande macchina produttiva di un set, in cui si assemblano e si smontano elementi per ricostruire porzioni di realtà credibili sullo schermo. La propaganda viene trasmessa in presa diretta, i video circolano in modo virale, il contagio avviene attraverso le immagini. Lo spettro del nuovo virus si aggira per l’etere e la paura si diffonde. La distorsione della realtà invade la scena, gli attori sprofondano sempre di più nel set, fino a esserne inghiottiti, masticati e sputati fuori su due schermi piatti. Se sullo schermo tutto è coerente e credibile,  al di fuori tutta la finzione è dichiarata. Una musica arriva da un luogo nascosto, ma è una vera musica? Una luce colora il set di rosso, ma è solo sangue, molto sangue.
Enrico Baraldi

SECONDE TESTE
15 e 16 giugno 2017

ore 19:30 e 21:30
Studio di funzione su corpo di madre

di Giorgia Aimeri
Regia di Ida Treggiari
Con Maria Pilar Pérez, Giusto Cucchiarini
Musiche di Paolo Fornasier
Videomaker Chiara Caliò, Davide Cazzani
Videomapping e tecnico video Fabio Brusadin
Scene e costumi Michela Ciccone, Vasco Nardiotti, Valeria Villa
Tutor per la danza Elisabeth Boeke
Tutor di regia Michele De Vita Conti

Nota al testo
La matematica risolve problemi, cerca di ridurre l’incomprensibile al comprensibile, di regolarlo e descriverlo, ma in questo caso il problema non riguarda numeri, ma persone, relazioni che vengono analizzate come funzioni. Siano dati una madre e un figlio posti in un sistema di riferimento (X;Y), in cui le loro azioni e le loro scelte sono regolate dall’andamento di linee e di funzioni. Valutare diversi casi di andamento nel tentativo di ricostruire, sempre a partire da un punto zero, una relazione che è stata interrotta.
Giorgia Aimeri

Note di regia
Un ascensore e una camera d’albergo. Nel mezzo, una striscia di moquette attraversata dal figlio. Questa porta all’area-limite della madre. Protetta e rinchiusa in una camera d’albergo. La camera con prenotazione senza scadenza è contenitore di funzioni matematiche. Le funzioni cercano di regolare le loro vite generando diverse variazioni. I risultati prodotti costringono i personaggi a rivivere il loro rapporto ogni volta in modo diverso. Questo ingranaggio temporale è accompagnato da un passato che torna a farsi vedere; un passato così lontano che non riesce più ad esprimersi a parole, ma a gesti. Studio di funzione su corpo di madre è un gioco con la matematica.
Ida Treggiari

ore 19:30 e 21:30
Materiali per una ruota panoramica

di Matteo Caniglia
Regia di Giovanni Ortoleva 
Con Caroline Baglioni, Michele Bottini, Giorgia Coco
Musiche di Alessandro Papaianni
Scene e costumi di Andrea Bellini, Chiara Modolo, Arianna Morosini, Alice Tomola
Tutor di regia Michele De Vita Conti

Nota al testo
2013: in Florida, una donna sposa una vecchia ruota panoramica di nome Bruce.
Da qui parte il testo, immergendo una Figlia in un parco a tema pop, che distrugge le proprie attrazioni e separa i genitori per ammazzarli di lavoro e togliere loro il nome. Byung-Chul Han (filosofo contemporaneo sud coreano) dice che in una "società trasparente" le persone rinnegano la propria singolarità e chiedono di essere misurate con un prezzo. L’incommensurabile, come il tempo trascorso su/con una giostra, è una falla nella morale. L’amore deve farsi forza-lavoro e il sorriso un’arma vincente contro la memoria e le relazioni. Materiali è non-vivo, circolare e sporco di olio per ingranaggi. Bisogna crederci, come i desideri.

Matteo Caniglia

Note di regia
The people are dead in their lifetimes // Dazed in the shine of the streets
But look how the traffic's still moving // System’s too slick to stop working
Kate Tempest, Europe is lost

Un luna park arriva in una cittadina di provincia e la divora, pezzo dopo pezzo.
Serve una certa attenzione per vedere ciò che accade intorno a noi; non perché gli eventi si nascondono, ma perché si presentano in modo tanto ostentato da passare inosservati. Il sistema non concede alternative, e poi ha un bel sorriso, curato. Il divertimento è formativo, formalizzato: educazione al massacro. Miele sui bordi delle nostre tazze, piene di un’oscurità meccanica, in movimento. Materiali racconta di come il junk food ci stia digerendo.
Giovanni Ortoleva

TERZE TESTE
21 e 22 giugno 2017

ore 19:30 e 21:30
Tutto a fuoco

di Tatjana Motta
Regia di Virginia Landi
Con Daniele Gaggianesi, Antonio Gargiulo, Marta Cortellazzo Wiel
Musiche di Fabrizio Cammisuli, Diego Marchetti
Videomaker Davide Cazzani
Videomapping e tecnico video Fabio Brusadin
Scene e costumi Beatrice Iannello e Cristina Mariani
Tutor di regia Massimo Navone

Nota al testo
Tutto a fuoco è un lavoro sul rapporto tra l'uomo e il paesaggio. Protagonista è lo spazio: una radura che penetra in un bosco; uno spazio attivo, che si trasforma. Tre attori interpretano più ruoli: un uomo penetra in una proprietà privata, un altro uomo trova un orso dissanguato nel proprio giardino, gli ospiti di un resort scoprono tracce di un passato che non riescono a riconoscere. Il disorientamento dei personaggi è il nostro disorientamento, di fronte a uno spazio che non accetta mai di essere ciò che crediamo. Rappresentare il paesaggio è anche un tentativo di catturare e fissare un punto di vista oggettivo sulla realtà. Come scattando una fotografia: l'immagine fotografata o ripresa è garanzia di oggettività? Oppure le immagini si contraddicono? Cosa abbiamo visto realmente?
Tatjana Motta

Note di regia
L’umanità si attarda nella grotta di Platone, continuando a dilettarsi,
per abitudine secolare, di mere immagini della verità.
Sulla fotografia, Susan Sontag
Un unico luogo unisce personaggi e situazioni diverse. Le metamorfosi di questo territorio obbligano i personaggi a confrontarsi con la percezione della realtà e con la sua rappresentazione. Non di fronte ad un palcoscenico dunque ma in una piccola stanza, 40 spettatori e 3 attori condividono un'esperienza percettiva ravvicinata e particolare.
Siamo tutti fotografi che si sforzano di mettere a fuoco e di catturare il paesaggio che ci circonda ma soccombiamo progressivamente al disorientamento più totale. Finiamo così per rimanere imprigionati in un diorama che assomiglia ad una moderna grotta di Platone: è possibile raggiungere la verità o ci accontenteremo di fissare esili ombre proiettate su di un muro?

Virginia Landi

ore 19:30 e 21:30
La ballata del delta
di Riccardo Tabilio
Regia di Valentina Malcotti
Con Giovanni Battaglia, Valeria Costantin, Alberto Torquati
Musiche di Marco Goldonetto, Giacomo Tumminelli, Gabriele Tunesi
Scene e costumi Umberto D’Annolfo, Verdiana Moretti, Debora Riva

Nota al testo
Un fratello e una sorella ricevono notizia che l’anziano padre, in un impeto d’ira, ha preso a sassate degli operai entrati per sbaglio nella sua proprietà. Decidono di andare a parlargli, dopo anni che non lo vedono, per convincerlo a lasciare il luogo in cui si è ritirato e in cui vive come un eremita: una baracca di pescatori, al confine tra l’acqua dolce e quella salata. Il fiume è il Po, ma ricorda a tratti il Mekong di Apocalypse Now. O il Mississippi, con le sue acque lente e scure e con i suoi predatori che, sotto la sabbia, nel buio, attendono la preda…
Riccardo Tabilio

Note di regia
Una palude remota del Nord Italia, immersa nella nebbia, è il luogo in cui si rincontrano e si confessano tre anime rimaste per molto tempo lontane: un padre, un figlio e una figlia, costretti in uno spazio claustrofobico, devono fare i conti con verità mai rivelate. Il buio fa da sovrano e impedisce alla loro vista di definire la realtà per quella che è. C’è un filtro reale e metaforico nei loro sguardi, che li rende incapaci di osservare il mondo che li circonda. Ed è proprio ciò che non possono vedere, ciò che per loro è sconosciuto che alimenta la paura.
Di cosa hanno davvero paura? Quali segreti si nascondono in quel luogo e nella loro mente? In un continuo rievocare di ricordi la paura pian piano pende corpo e diventa una presenza ostile che cerca di annientarli. Solo l’alba, forse, porterà con sé nuova chiarezza.
Valentina Malcotti

CREDITS
Tutor dei registi del terzo anno: Michele De Vita Conti, Massimo Navone, Tatiana Olear
Tutor per il canto: Silvia Girardi, Ambra D’Amico
Tutor per la danza: Elisabeth Boeke
Tutor degli scenografi: Davide Petullà, Beatrice Laurora
Tutor per i costumi: Claudia Botta
Tutor dei compositori: Alberto Morelli, Giovanni Venosta - Civica scuola di Musica (IRMus)
Videomaker: Fabio Brusadin, Chiara Caliò, Davide Cazzani, Alice Gagliardi
Consulente sound design: Hubert Westkemper
Consulente musicale: Andrea Mormina
Coordinatore Corso Regia Teatrale: Alberto Chiesa
Coordinatore Corso Autore Teatrale: Renato Gabrielli
Coordinatore Istituto di Ricerca Musicale: Massimo Mariani
Coordinatore Corso Multimedia: Giuseppe Baresi
Progetto a cura di Tatiana Olear
Direzione della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi: Giampiero Solari

Luci: Paolo Latini, Simona Ornaghi
Scenografie: Pio Manzotti, Alice Capoani, Mattia Franco
Costumi: Enza Bianchini, Nunzia Lazzaro
Riprese di scena: Francesca Malinverno
Foto di scena: Marina Alessi

progetto sviluppato in collaborazione con
Teatro Franco Parenti
Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti - Corso Multimedia
Civica Scuola di Musica Claudio Abbado - Istituto di Ricerca Musicale
Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Non è presente nessun elemento


Non sono presenti date

 
PROSSIMAMENTE