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di Alejandro Jodorowsky
traduzione di Antonio Bertoli
con Valentina Picello, Loris Fabiani, Francesco Sferrazza Papa, Matthieu Pastore
e con i DUPERDU Marta Maria Marangoni e Fabio Wolf, autori e interpreti delle canzoni originali dello spettacolo
regia e spazio scenico Fabio Cherstich
produzione Teatro Franco Parenti
Testo vincitore NEXT 2016 - Laboratorio delle idee 2016



Dopo Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto  e Bull di  Mike Bartlett, stavolta, il regista friulano, si mette in gioco con un testo di Alejandro Jodorowsky il grande scrittore, drammaturgo e regista cileno.
Un testo divertente, assurdo, violento e politico sulla ricerca della felicità. Niente moralismi, solo la grande poesia di Jodorowsky. E come in una partitura senza regole e visionaria Fabio Cherstich alterna una selezione delle 26 mini - pièce  tra songs philosophique dal sapore brechtiano, piccoli balletti e video-pantomime, originali, colorate, dinamiche, esilaranti.
Non c’è trucco, non c’è inganno: tutto è rigorosamente dal vivo.
Inevitabile rimanere sedotti e spiazzati dalla comicità e dal paradosso di un’umanità incastrata nella sua stessa esistenza.

Il regista
È un testo che ho conservato gelosamente dentro a un cassetto come un sogno da molti anni, da quando ho incontrato Antonio Bertoli, amico e traduttore di Jodorowsky che mi ha regalato la versione ciclostilata del testo dicendomi: “una volta letto non potrai più farne a meno”. Aveva ragione. A distanza di 16 anni da quell'incontro lo metterò finalmente   Fabio Cherstich

Note di regia
Lo spettacolo è pensato come un pastiche indisciplinato e visionario, un cabaret tragicomico come la nostra esistenza.  Sul palco si alternano una selezione delle 26 mini-pièce che compongono il testo originale con songs philosophique dal sapore brechtiano, piccoli balletti e alcune video-pantomime. Quattro attori interpretano i tanti personaggi protagonisti del testo, accompagnati dalla musica composta ad hoc ed eseguita dal vivo dal duo di musicisti milanesi Duperdu'. Durante la preparazione dello spettacolo ho incontrato Jodorowsky a Parigi per parlare con lui del testo e mi è rimasta impressa una frase che mi ha detto citando il suo manifesto per un teatro panico “ I romani dicevano “Io” indicandosi la pancia. Per loro il cervello era solo un congelatore delle idee che nascono calde all'altezza dell’ombelico. Il teatro si esprime con l'inconscio. Bisogna permettere ad esso di fluire in scena con la stessa libertà con cui sgorgano i sogni.

Fabio Cherstich dirige spesso anche spettacoli d’Opera . L’ultima è Figaro – Opera camion, prodotta dal Teatro dell’Opera di Roma e dal Massimo di Palermo.

 
 
 
 
 

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