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- Lo spettacolo è stato sostituito con "Tante facce nella memoria" dal 11 al 13 aprile

Canzoni, poesie, teatro
tratto da Bertolt Brecht, Kurt Weill
con Adriana Asti
direzione musicale Alessandro Nidi
Massimo Ferraguti
clarinetto
Nadio Marenco fisarmonica
luci Daniele Nannuzzi

produzione Teatro Metastasio di Prato
in collaborazione con Festival dei Due Mondi di Spoleto

L'opera di Bertolt Brecht è un immenso, inquietante, fascinoso e provocatorio diario lirico. Il teatro, la poesia, le canzoni, le schegge, i frammenti, le osservazioni lancinanti sul mondo e l'arte costruiscono una vera e propria biografia letteraria, culturale e sociale della prima metà del Novecento. Lo spettacolo che Adriana Asti dedica al maestro vuole essere un omaggio alla sua arte. Uno sguardo sul "secolo breve" tra immani tragedie e nuove concezioni del mondo e dell'umanità. Uno sguardo, quello di Brecht, che sa essere accusatorio verso le miserie e le bassezze umane, ma anche bonario, leggero e pieno di stupore per le piccole e grandi ricchezze che come i susini "forse continueranno a fiorire". Che sa farsi astrazione pura, tensione luminosa, ma sa anche farsi carne, prosa, divenire voce umanissima. Uno sguardo che, accompagnato dalle note pungenti e rivoluzionarie di uno dei più grandi protagonisti della scena musicale del secolo scorso, quale fu Kurt Weill, diviene un autentico grido umano che apre le porte di un mondo tanto lacerato quanto attuale. In questo spettacolo, perciò, accanto ad alcuni grandi capolavori del maestro tedesco, sarà dato spazio anche a lati meno noti. Non solo, dunque, al poeta dell'impegno, della dimostrazione, dell'allegoria, ma anche a quello della carne, a quello che si mescola fra la gente. Jadasmeeristblau (titolo tratto da una canzone di Happy End) è composto da un repertorio vario dell'opera brechtiana ed è una nuova occasione per Adriana Asti di dedicarsi ad uno spettacolo "totale". Dopo il grande successo di Stramilano, si tratta infatti di un'altra vera e propria "operina" eseguita insieme al pianoforte di Alessandro Nidi, autore anche degli arrangiamenti e della direzione musicale. Passaggi sorprendenti tra i song di Happy End, quelli de L'opera da tre soldi, e le poesie di Brecht. Lotta, dolore e pietà, ma anche leggerezza, gentilezza e ironia. Al centro il suggestivo affresco teatrale de La moglie ebrea, trasformato in un appassionante dialogo tra parole e musica.



 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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