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Versi di e da Shakespeare
di e con Roberto Mussapi

Un balcone di Verona: il “balcone di Giulietta” è divenuto leggendario in tutto il mondo. Giulietta Capuleti non è mai esistita nella storia, ma è divenuta più viva ed eterna di milioni di altre ragazze come lei, belle e amate, grazie alla vita che le diede il più grande creatore di vite in poesia. Verona è capitale dell’amore, su quel balcone giovani innamorati di tutto il mondo appongono messaggi amorosi, grazie al genio di un inglese di cinquecento anni fa.

Con questa tragica storia d’amore termina il monologo Stessa stoffa dei sogni.
Roberto Mussapi, uno dei maggiori poeti italiani contemporanei, è anche autore di teatro, traduttore e, soprattutto, grande innamorato di Shakespeare.

Il monologo attraversa altri due capolavori shakespeariani: La tempesta e Amleto.

Mussapi, come alcuni poeti hanno fatto sin dall’antichità, non solo traduce, ma anche riscrive versi e pagine dei capolavori dei suoi maestri.

Ecco che in questo monologo l’autore, che recita il proprio testo, ci porta nel mondo di Shakespeare, alternando traduzioni da momenti famosi a sue personali rielaborazioni: traduce parole drammatiche di Romeo e Giulietta e poi le fa seguire, in un toccante finale, da una sua versione poetica, dove l’usignolo, quello che i due amanti sentono cantare, e che significa l’addio, piange sulla loro storia d’amore.

La poesia può tradurre poesia e reinventare.

In forma di sogno e fiaba Shakespeare ora assume un’altra tonalità della sua voce.

Consiglio allo spettatore: lasciati portare dalla voce, dalla fiaba, dal sogno. Tu, spettatore, come chi ha scritto per te e sta recitando per te, siete fatti della stessa stoffa di cui sono fatti i sogni.
 
 
 
 
 

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