
Portare in scena «Delitto e Castigo». La sola idea toglierebbe il sonno a drammaturghi e registi. Eppure ciclicamente qualche coraggioso si lancia all’avventura. A volte con esiti straordinari, come nel 2010 Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino al Napoli Teatro Festival Italia: sei ore di lavoro itinerante per i Quartieri Spagnoli. Un’esperienza umana, ancor prima che artistica. Più classico l’approccio di Alberto Oliva, habitué delle pagine dostoevskijane. Da stasera al Franco Parenti, il suo «Delitto e Castigo»è un adattamento firmato con Mino Manni, anche in scena insieme a Marco Balbi, Francesco Brandi, Maria Eugenia D’Aquino, Massimo Loreto, Sara Marconi, Giulia Merelli, Camilla Sandri e Riccardo Sinibaldi. Impegno produttivo non indifferente per il Pier Lombardo. Per dar vita in maniera corale a questo affresco esistenziale che gira intorno alla febbricitante
parabola del buon Rodiòn Romànovič Raskolnikov.
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