Archivio / Teatro

Ci scusiamo per il disagio

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Ci scusiamo per il disagio

 

Frutto di un lavoro quasi antropologico condotto nelle stazioni ferroviarie italiane tra storie dei passanti e degli habitué, Ci scusiamo per il disagio racconta di gente che non parte, ma che guarda gli altri andare, che aspetta e che si nasconde in questi non-luoghi di passaggio, ricavandone una sorta di commedia all’italiana postmoderna, pessimista e divertita.
Il disagio è quello delle storie di un marchettaro settantenne, di un barbone modenese e di una signora dalle mille delusioni amorose che si confessano e si raccontano tra annunci degli altoparlanti, piccioni cittadini e treni perduti. La voce metallica, che avverte di allontanarsi dalla linea gialla, segna la marginalità di questo microcosmo osservato con ironia e vicinanza.

Un testo tanto realistico quanto bizzarro, come le migliori opere del Teatro dell’Assurdo, ma calato nel nostro tempo, forse più brusco e più veloce, più “fuori servizio” rispetto all’epoca in cui scrivevano Beckett e Ionesco. Degni di nota gli attori che con la loro versatilità alternano personaggi oscuri a figure quasi clownesche.