1972 - 2022 Cinquant’anni del Parenti

1972 - 2022 Cinquant’anni del Parenti

1972 - 2022 Cinquant’anni del Parenti

Archivio / Corsi e LaboratoriPiccoli ParentiAssociazione Pier Lombardo

Campus settimanale estate 2019

dai 5 agli 11 anni

Archivio / Corsi e LaboratoriPiccoli ParentiAssociazione Pier Lombardo

Campus settimanale estate 2019

dai 5 agli 11 anni

Attività

a cura di Valeria Girelli

“Secondo voi a cosa serve la voce?” Partiremo da questa semplice domanda per arrivare a capire che la voce prima di essere uno strumento per produrre parole, è uno strumento per produrre suoni di diverso tipo. Combinandoli tra loro in modi diversi, il bambino impara a riconoscere il ritmo, il tempo, il tono e l’altezza.  Attraverso giochi collettivi ed esercizi individuali scopriremo la voce che suona, il fiato che imita, rumori riprodotti ed orchestre vocali.  Alleneremo l’udito all’ascolto attivo, cercando di riconoscere voci, suoni e strumenti musicali.  Quest’indagine e scoperta inizierà sempre dal nostro corpo, custode espressivo del nostro strumento: la voce.

Lo scopo degli incontri è quello di proporre ai bambini una serie di attività utili ad avere una maggiore coscienza della propria respirazione e della propria voce. Si tratta cioè, attraverso alcune semplici esperienze e attraverso il gioco, di sperimentare le diverse possibilità dell’atto respiratorio e dell’emissione vocale, per provare a controllarli meglio e a svilupparne le funzionalità.

Valeria Girelli nasce a Verona nel 1989. Nel 2016 si diploma come attrice presso l’Accademia D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano.  Lavora come attrice, cantante e performer in vari spettacoli tra Milano e Roma, in televisione per la sitcom Camera Cafè e in diversi cortometraggi.  Dal 2017 svolge attività di insegnamento di Tecnica vocale presso il Teatro Franco Parenti di Milano e dal 2018 collabora come insegnante di Uso della voce nelle scuole per l’infanzia tramite l’Associazione Zona K di Milano.

a cura di Alberto Mariotti

I laboratori di teatro saranno prevalentemente incentrati sul gioco e sulla capacità di ascolto e interazione tra i bambini. Si partirà sempre dalla teatralità istintiva e spontanea che ogni bambino esprime naturalmente nei momenti di gioco libero. Questa tetralità potrà essere valorizzata ed arricchita attraverso un uso consapevole della grammatica espressiva di cui il teatro è portatore. L’obiettivo principale è quello di portare ogni bambino ad essere consapevole e responsabile dei propri interventi all’interno del gioco collettivo, al fine di raccontare una storia o di ricreare un’atmosfera. Il teatro sarà inteso come esperienza utile al miglioramento della relazione con se stessi e con gli altri. Inoltre, fondandosi sul meccanismo della finzione, il teatro spinge la comunicazione in uno spazio altro, diverso dal reale, fantastico. Il teatro sarà contemporaneamente spazio del confronto e spazio dell’incontro.

Ogni incontro inizierà con un breve riscaldamento al quale seguirà un lavoro sulla costruzione del personaggio, sul dialogo e sul coro. Lo strumento centrale sarà il gioco condiviso. L’aspetto ludico facilita e sostiene la relazione tra i partecipanti, in un processo nel quale il divertimento stesso diventa veicolo di socializzazione proprio perché un’esperienza positiva vissuta insieme unisce, crea e motiva il gruppo. Non mancheranno momenti di esercizio fisico per sviluppare la capacità di muoversi in modo espressivo, esercizi vocali, di improvvisazione,  drammatizzazione e di interazione con la musica.

Alberto Mariotti, finalista del premio Hystrio alla vocazione 2016 e 2018, la sua formazione teatrale non accademica è stata ed è tuttora volta a cogliere stimoli e insegnamenti provenienti da più direzioni. Veronese di nascita e milanese d’adozione, dal 2017 collabora con ELF Teatro in attività di laboratori di teatro per bambini e ragazzi.  Polistrumentista, ha studiato pianoforte e percussioni, suonato in diverse formazioni musicali e approfondito autonomamente lo studio della chitarra. La musica, il ritmo, la parola e l’immagine sono da sempre oggetti della sua ricerca personale ed artistica, elementi che vede come inseparabili all’interno di una narrazione.