In occasione della presentazione del libro
Café Royal (ed. Einaudi),
l’autore Marco Balzano dialoga con Laura Piazzi e Pacifico
letture Elena Russo Arman
Dopo il successo di Resto qui e Quando tornerò, Marco Balzano continua a fare quello che gli riesce meglio: ci convoca, mostrandoci come siamo davvero. Café Royal è un libro composito, incredibilmente contemporaneo, pieno di snodi, inciampi e possibilità: una galleria degli specchi in cui può riconoscersi ognuno di noi.
Un bar di Milano come il centro del mondo: storie che corrono a rotta di collo, dove le traiettorie della vita s’intrecciano con i capricci del destino.
Dal Café Royal prima o poi ci passiamo tutti: genitori e figli, mariti irrequieti e coppie di amanti, famiglie annoiate e donne sole. Come spesso accade nelle grandi città, i personaggi di questo imprevedibile romanzo corale s’incrociano ogni giorno, si salutano, a volte si parlano e altre si ignorano. Forse non ne sono consapevoli, ma insieme formano una comunità.
Via Marghera è una zona elegante e movimentata, una Milano dall’aria aristocratica dove gli appartamenti si affacciano su un’infilata di negozi. Le giornate nel quartiere scivolano via in fretta: la gente corre, cammina, fuma, scappa o si ferma. Sono tutti legati da un filo invisibile, protagonisti o semplici comparse della commedia umana che ogni giorno va in scena al Café Royal. Davanti al bancone si srotolano amori da riaggiustare e nuovi incontri: la limpidezza dello sguardo di Marco Balzano illumina le vite dei suoi personaggi – diversissimi per età, carattere, professione, aspirazioni. E così li osserviamo da vicino, quasi li spiamo, ci immedesimiamo e a volte facciamo persino il tifo. Fino a quando la serranda non si abbassa come un sipario che lentamente cala sulla via, sulle incertezze e le felicità che ci rendono umani.