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La Repubblica – Martone e i testi di Ramondino

7 Aprile 2026

Protagonista è Lino Musella, probabilmente uno dei migliori attori in circolazione, qui alle prese con invettive monologanti intrise di disperata ironia, insieme a Iaia Forte, Tania Garribba, Giorgio Pinto, India Santella e Matteo De Luca (da domani a domenica al Parenti). Il suo rapporto con Fabrizia Ramondino risale ai tempi del suo primo film, Morte di un matematico napoletano, di cui avete scritto insieme la sceneggiatura. Lei aveva trent’anni, Ramondino una ventina di più. «Non la conoscevo personalmente, ma conoscevo i suoi libri. Non so bene perché avessi deciso che dovevo scriverlo con lei, una cosa istintiva che oggi, a distanza di tempo, posso identificare con una certa attrazione per la scrittura delle donne. Mi interessava e mi interessa questo altro da me. Non fu facile convincerla, “non so nemmeno da che parte si comincia con una sceneggiatura”, mi diceva. Si è rivelata la scelta giusta, oltre che l’ inizio di un amicizia importante. Fabrizia è stata il mio Virgilio nella rievocazione della Napoli degli anni Cinquanta, anche da un punto di vista politico. Era una militante, ma con una sorta di tensione proustiana». Grazie all’incontro con lei, Ramondino scopre il teatro. «E Carlo Cecchi, che poi sarà il protagonista del film, Antonio Neiwiller, Toni Servillo, Iaia Forte, tutto il gruppo di Rasoi. Si divertiva moltissimo col mondo dei registi, degli attori, dei nuovi autori.

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