Cartellone 2023 - 2024 / TeatroAi Bagni Misteriosi

1 e 95

di e con Giuseppe Scoditti

Cartellone 2023 - 2024 / TeatroAi Bagni Misteriosi

1 e 95

di e con Giuseppe Scoditti

Un’ora di stand-up comedy con il comico più alto d’Italia!*

A pochi mesi di distanza dal suo debutto al Parenti con Paolo Sorrentino vieni devo dirti una cosa, Giuseppe Scoditti torna per un one man show di fine estate.

In un flusso di coscienza dal ritmo incalzante, l’attore tiene viva l’attenzione e soprattutto diverte. In una veste classica, pulita e un po’ vintage, il monologo trascina con il suo contenuto imprevedibile: chi siamo, come amiamo, la trap, Shakespeare, le persone fotografate nei libri di inglese, le conseguenze di essere alti, i cani corso.

Scoditti ci intrattiene sfoderando tutte le sue armi: parole, battute, discorsi, facce, piccoli momenti d'improvvisazione e... molto altro.

*non abbiamo verificato in nessun modo quest’informazione, ma vi preghiamo di accettarla lo stesso per la buona riuscita di questa presentazione.

Un abito da sera elegantissimo, un modo di porgere le battute e di stare in scena che trova il modo di tenere insieme la gestualità sopra le righe di Jim Carrey e l’understatement, il garbo classico alla Walter Chiari.

– F. Versienti, Il Corriere del Mezzogiorno


Scoditti è un talento assoluto, un degno rappresentante di quella minoranza di straordinari attori – comici, ma non solo – che hanno fatto dell’intelligenza e della sagacia la loro arma migliore. Cercando confronti con il passato, certo viene in mente, come da molti ricordato, il miglior Walter Chiari, ma anche un genio del calembour come Tino Scotti e, in taluni momenti, il mito fantozziano di Paolo Villaggio.

– P. Attolico, Cirano Post


È vivo e vivace il testo cabarettistico della prestazione da ribalta di Scoditti, che indossa uno smoking sberluccicoso per serata glamour, con tanto di scarpe di vernice e sorriso a trentadue denti stampato in faccia, nella energizzante performance, scritta dal protagonista in complicità con Ludovico D’Agostino e il cui titolo 1 e 95 allude alla sperticata misura dello Scoditti stesso.

– P. Bellini, Gazzetta del Mezzogiorno

Ho sempre amato la comicità. Probabilmente ho cominciato a fare teatro proprio perché volevo far ridere. Italia Uno è stata la mia prima maestra. Trasmettevano i Simpson, demenziali, folli, scorretti ma alla base della mia formazione. Poi è arrivato quel mostro di Jim Carrey e allora ho perso la testa. “Un giorno – mi dicevo – mi piacerebbe essere come lui”.

Quel giorno non è mai arrivato, ovviamente. Perché lui è un genio assoluto e io un ragazzo di Bari a cui piace fare il cretino. Nonostante questo, ho seguito il mio istinto e, sebbene in accademia abbiano fatto di tutto per distogliermi dalla strada della comicità, qualche anno dopo il diploma ho messo su uno spettacolo di varietà, Contenuti Zero, scoprendo che alla gente piace tantissimo ridere (e non è banale!). Motivato dal successo di questa esperienza, mi sono affacciato al mondo della stand-up americana, che ha come protagonisti, tra gli altri, lo stesso Carrey, Eddie Murphy, Louis C. K. e mi sono detto: “Sai che c’è? Ci provo pure io”. Mi sono esibito in un locale di Milano, dove si fa stand-up, con un pezzo scritto da me e la cosa ha funzionato. Da quel momento ogni serata di Contenuti Zero si è aperta con un mio monologo di introduzione (alla Walter Chiari per intenderci) che trattava argomenti diversi volta per volta.

1 e 95 è, quindi, il punto finale di questo processo: mettere insieme tutte le cose che ho scritto in questi anni, scriverne di nuove e vedere cosa ne viene fuori. Lo spettacolo è un monologo comico. La scrittura è libera, si spazia da un tema a un altro: chi siamo, i rapporti amorosi, il coronavirus, i pipistrelli, la mia altezza, le scuole di inglese e molto altro. Gli argomenti si accavallano, ritornano, scompaiono, come un lungo soliloquio interiore.

Giuseppe Scoditti

16 Settembre 2024

Acquista