In occasione della presentazione di
Il prezzo della libertà (Solferino),
l’autrice Valentina Petrini dialoga con Pablo Trincia, Giulia Innocenzi e Marco Cappato
Con il passo del romanzo e la precisione del reportage racconta due storie che scorrono parallele ma parlano la stessa lingua: quella del dolore e dell’ingiustizia.
E pone degli interrogativi: cosa significa davvero “libertà”, quando il corpo non obbedisce più? E cosa succede quando il diritto di scegliere — come curarsi, come vivere, come morire — non è uguale per tutti? Sibilla e Anna sono due donne lontane per età, contesto sociale e possibilità economiche. Eppure entrambe affrontano una malattia che non lascia tregua. Con una differenza decisiva: una può permettersi la scelta, l’altra no.
Valentina Petrini parla di tutti noi: dei nostri cari, del nostro futuro, dei nostri diritti. Illumina l’ipocrisia e l’ingiustizia di una società che chiude un occhio – o entrambi – quando le disuguaglianze economiche e culturali incidono sulla nostra carne viva e ci rendono cittadini di serie A o di serie B anche di fronte alle scelte più cruciali. Se non siamo liberi di decidere se e come curarci, come vivere e come morire, quanto vale veramente la nostra libertà?