Storia di due fratelli e della libertà messa in gabbia.

Rodolfo di Giammarco, la Repubblica

Pericoloso entrare senza frustino nella gabbia dei ricordi. Mordono – così cita il giovane regista da Il malpensante di Gesualdo Bufalino.

Colpi allo stomaco e al cuore, quelli inflitti da questa tragedia meridionale, ambientale e mentale.

È la storia di due fratelli e del loro rapporto e conflitto ancestrale, nel contesto di una oscura Lucania: Paolo, più realista e lavoratore, e Giovanni, poetico e svagato, omosessuale, religioso e amante dell’arte. Nell’ombra, la presenza di una madre dolce che scompare.

La gabbia immaginaria delle mura domestiche incastra un’ulteriore gabbia, quella di Giovanni, una gabbia mentale dove sono racchiusi ricordi, sogni, amori, aspirazioni.

Un lavoro di esemplare artigianato teatrale, un gioiello costruito su un apparente equilibrio di mondi interiori che si specchiano. […] Afferra con violenza il cuore di chi ascolta e lo costringe a fare i conti con la propria esistenza, i propri ricordi, il vissuto, il sole, il buio, i respiri, le aspirazioni, le lacrime ricacciate in gola. E poi l’inadeguatezza di una vita costruita su sogni fragilissimi, e quel pregiudizio contro le diversità difficile da estirpare. Una malattia ma dell’anima. Che trasforma addirittura il corpo, ingabbia il fluire di una vita. Una messinscena in divenire che è già un vortice di luci e colori, lacrime, balbuzie e poesia.

– Così la motivazione del premio INDIVENIRE

12 - 17 Marzo 2024

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