liberamente ispirato a La Storia di Elsa Morante, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore
By arrangement with The Italian Literary Agency
drammaturgia Marco Archetti
regia Fausto Cabra
con Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa
scene e costumi Roberta Monopoli
drammaturgia del suono Mimosa Campironi
luci Marco Renica, Fausto Cabra
video Giulio Cavallini
regista assistente Anna Leopaldo
consulenza movimenti scenici Marco Angelilli
produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival / Centro Teatrale Bresciano
In scena un’opera monumentale del Novecento europeo che prende corpo seguendo le traiettorie di Iduzza, dei suoi figli Nino e Useppe e dei numerosi personaggi che danzano intorno a loro. Un corale e commovente intreccio di destini in lotta con gli ingranaggi spesso incomprensibili della Storia con la S maiuscola.
Con una drammaturgia serrata e affascinante, capace di restituire appieno la forza e la vertiginosa attualità dell’opera, lo spettacolo affonda nella complessa e umanissima materia del romanzo, sviluppando un “tempo di guerra” e un “tempo di pace”. E rivendica, grazie alla regia di Fausto Cabra – artista residente al Parenti – quella sorprendente vitalità dell’opera, venata di comicità e leggerezza.
Corrono brividi a ripetizione nel vedere la bellissima, sentita, urgente riduzione de La Storia di Elsa Morante. […] Fausto Cabra, inquieto e curioso, paga con questo spettacolo un debito morale nei confronti della memoria dei padri.
– Maurizio Porro, CultWeek
Una notevole trasposizione e messinscena basata sulle 661 pagine del libro che Natalia Ginzburg giudicò “il romanzo più bello del secolo” […] In un lavoro così c’è il fato designato da Ronconi e il coraggio indicato da Cecchi. […] Raccomando la visione e l’ascolto di questo trattamento d’un capolavoro letterario e sociale per le modalità umane e tecniche della narrazione, per i sensi di sovraesposizioni e di ritegni che il palcoscenico permette un po’ più della pagina già meravigliosamente scritta.
– Rodolfo di Giammarco, la Repubblica
Un affresco monumentale del Novecento europeo […] una produzione che rivendica oggi, con forza, la sorprendente vitalità e l’urgenza disarmante delle parole della Morante in un presente segnato da conflitti e fragilità diffuse. […] Una via potente e poetica in cui, accanto al dolore, emergono leggerezza, ironia e lampi di luce inattesi; uno spazio evocativo in cui la macchina teatrale diventa metafora della grande Storia.
– Modulazioni temporali
Un’opera che colpisce a morte attraverso la potenza del teatro di parola, che risplende oltre ogni “effetto speciale”, ritrovando nel respiro della scena il tempo dilatato per esprimere al meglio la lingua raffinata e implacabile di Elsa Morante.
– Sergio Lo Gatto, Teatro e Critica
Lo spettacolo nasce dall’immersione della lettura: una donna è risucchiata dalle pagine del romanzo così come lo spettatore lo è da una macchina scenica dinamica, ad effetto, con una coloritura spaziale, musicale e d’azione molto marcata.
– Nicola Arrigoni, Sipario
Un allestimento ricco e sobrio allo stesso tempo che, pur costruito con un reparto tecnologico sofisticatissimo — innumerevoli e straordinari i cambi di luce — lascia in primo piano la profondità e l’immediatezza dei dialoghi e l’interpretazione degli attori.
– Gabriele Amoroso, Brainstormingculturale
La tragedia degli ultimi si scioglie in uno spazio scenico che ricorda Dogville di Lars Von Trier. Niente è lasciato al caso: la performance sapiente e dinamica dei tre interpreti trova una disposizione spaziale millimetrica, in cui la città di Roma e il dramma bellico vengono scolpiti come se attorno a un preciso punto in movimento potesse essere calamitata tutta un’epopea. […] Uno spettacolo che parla ai nostri sensi, compreso il sesto, che è intuizione e pensiero. È la “messa in vita” di un’opera che credevamo di conoscere e che oggi ci parla come se ci riguardasse profondamente, parlando alla nostra capacità di immaginazione indipendentemente dal momento in cui siamo nati.
– Katia Ippaso, Liminateatri
Un impegno totale e assoluto che genera bellezza e ammirazione: una regia che si pone la sfida di domare la grande letteratura ponendo il libro direttamente al centro della rappresentazione, restituendo agli spettatori la smisurata ricchezza del testo della Morante senza la pretesa di sostituirvisi. […] Uno spettacolo tecnologicamente imponente con un disegno luci di oltre 5.500 memorie: la luce è una quarta protagonista che plasma lo spazio, taglia, addolcisce, carezza e schiaffeggia, completata da un progetto sonoro di eccezionale potenza e sconvolgente intensità emotiva. […] Tre straordinari interpreti che con feroce lucidità e potente energia interpretano tutti i personaggi, alternandoli con un talento espressivo senza paragoni e una carica fisica ed evocativa che domina la scena attraverso cambi di registro stupefacenti.
Leonardo Chiaventi – Gufetto
Se volete sentire le emozioni che si ridestano urlandovi dentro, se volete essere turbati fino al fondo delle viscere e alzarvi dalla poltrona scossi, andate a vedere questo spettacolo: un adattamento che celebra l’invincibile amore per la vita come rivincita sull’”interminabile assassino”, la Storia. […] Un impianto registico di straordinaria potenza e di devastante impatto emotivo, che non nasce da una sola mente ordinatrice, ma dal lavoro corale di una vera e propria equipe: dai fasci luminosi perfettamente orchestrati alla complessa orditura di suggestioni musicali e vibrazioni sonore che agiscono come un’ulteriore voce narrante. […] Il peso immane della rappresentazione è affidato a tre attori dai quali si ottiene una performance straordinaria: Franca Penone disegna un dolore perenne con vertiginose modulazioni, mentre Alberto Onofrietti e Francesco Sferrazza Papa si distinguono in un’esibizione di virtuosismo attoriale e fisica, obbligati a essere ubiqui e molteplici in un progetto esasperatamente accurato.
– Flaminio Boni