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Cartellone 2026 - 2027 / TeatroLa Grande Età

Terzo Tempo Date: 31 Dicembre 2026 - 10 Gennaio 2027

Cartellone 2026 - 2027 / TeatroLa Grande Età

Terzo Tempo Date: 31 Dicembre 2026 - 10 Gennaio 2027

Dopo i sessanta tutto può succedere. Soprattutto se sei sposato con Costanza.

Domenico e Costanza, marito e moglie “separati ma vicini”, affrontano con spirito opposto il passaggio alla grande età: lei, impulsiva e visionaria, vuole trasformarlo nel tempo più prezioso della vita; lui, più posato e ironico, cerca di starle dietro, tra slanci vitali e colpi di scena. In un gioco comico e affettuoso di ribaltamenti, i due mettono in discussione convenzioni, ruoli e certezze, sostenuti da un figlio incredulo e una giovane spettatrice partecipe.

Un’esplosione di battute e umanità, dove l’umorismo non banalizza ma illumina. Non la solita storia di una coppia borghese in crisi, ma un inno disarmato e ironico all’arte di invecchiare con desideri intatti e lo sguardo rivolto avanti. A interpretare questa coppia affatto convenzionale, due fuoriclasse del teatro comico italiano, Lucia Vasini e Paolo Hendel, qui diretti da Emanuela Giordano.

Dal romanzo di Lidia Ravera, una commedia tenera e spiazzante sul tempo che resta e quello che si decide di farne, su ciò che si può ancora rimettere in circolo quando sembrerebbe tardi: energie, affetti, desideri, ostinazioni. Le battute arrivano di traverso e da una malinconia vitale, affidata a interpreti capaci di tenere insieme ironia e fragilità, poesia e goffaggine e di restituirci personaggi profondamente umani, contraddittori, riconoscibili.

Un invito a guardare la vecchiaia non come un epilogo ordinato, ma come uno spazio ancora aperto, instabile e sorprendente, da abitare con coraggio.

Lucia Vasini e Paolo Hendel portano a casa uno spettacolo esilarante e surreale […]. I due mattatori sono altresì sostenuti dall’ottimo lavoro delle giovani spalle, Viola Lucio e Marco Mavaracchio, che tengono il punto – e soprattutto il filo del discorso – senza rinunciare anch’essi all’ilarità, a strappare agli spettatori più di una risata. […] La bontà della messinscena – attualissima e ficcante – sta tutta nella selezione del cast: affiatato, stralunato, divertito e divertente. E si sa quanto sia difficile far ridere.

– Camilla Tagliabue – Il Fatto Quotidiano


Dove era stata nascosta finora una coppia comica così? […] Vasini e Hendel fanno di Terzo Tempo un pezzo di teatro molto divertente e per nulla geriatrico: entrano escono dai personaggi dei due anziani coniugi petulanti, acciaccati, ancora smaniosi di scaramucce amorose e vita, senza nascondere che in quei due ci sono un po’ anche loro e, dopo un’occhiata in giro, anche buona parte della platea. Un po’ di autoironia, in fondo, non guasta mai.

– Anna Bandettini, la Repubblica


Le scene non si spiegano, si sfiorano. Si accostano senza mai chiudersi del tutto, e proprio in questo accostarsi costruiscono un linguaggio che non guida ma lascia emergere ciò che ognuno riconosce in modo diverso, personale, quasi intimo […] Terzo Tempo parla di un teatro che non si consuma, ma continua a lavorare sottopelle. Non come ricordo che si ricompone, ma come traccia intermittente che riemerge nei giorni successivi, nei momenti più̀ inattesi, quando lo spettacolo sembra lontano e invece ritorna, silenzioso, a modificare il modo in cui guardi ciò̀ che ti circonda.

– Sebastiano di Mauro, Weblombardia


Garbato, ironico e a volte surreale come nelle sue corde, con gradevoli sfumature di toscanità Paolo Hendel segue le scorribande emotive di una frizzante Lucia Vasini, che restituisce con bravura l’energia vitale di una tenace signora del Terzo Tempo.

– Guido Buttarelli, Corriere dello spettacolo


A dare corpo e voce a questa parabola provvede un binomio interpretativo di assoluta eccellenza, composto da Paolo Hendel e Lucia Vasini […] i due protagonisti infondono nei rispettivi ruoli una vibrante intensità, dipanando un fitto ordito di battute che trascende la rigidità della pagina scritta.

– Maria Rosa Gallo, Artistbands


A emergere è soprattutto una visione della vecchiaia come spazio di possibilità e non di chiusura. Una fase in cui si ride di se stessi, delle proprie fragilità e paure, e si impara ad «accucciarsi nel presente, accettando la realtà», come dice la protagonista, e «riscoprendo la voglia di condividere il tempo che resta e di ridere insieme delle troppe cose brutte della vita per esorcizzarle», come sottolinea Paolo Hendel. Terzo Tempo è un invito a ripensare il futuro anche quando sembra tardivo, restituendo alla terza età una dimensione ancora viva, aperta alla possibilità di nuovi inizi, incontri e sguardi inattesi sul tempo che resta.

– Chiara Cardella, Vulcano Statale

31 Dicembre 2026 - 10 Gennaio 2027

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