
Rito di iniziazione all età adulta. Anche se a compierlo è un uomo che, almeno anagraficamente, adulto lo sarebbe già. Solo che gli manca tutto il resto, troppo preso com è a coltivare il proprio ego impastando narcisismo e paure, compiacimento e ansie da prestazione, molto principio di piacere e poco principio di realtà. Eterno bambino costretto a crescere dall’arrivo di un bambino vero. Insomma Il dio bambino, monologo del 1993 firmato Gaber e Luporini, meno noto di quello che potrebbe essere definito il suo controcanto, ovvero Il Grigio, ma altrettanto preciso nell’inchiodare un certo tipo di maschio alla mediocrità delle sue ossessioni. Spietato, ma con garbo. A riportarlo in scena da un paio di stagioni è Francesco Troiano che idealmente lo ha ereditato da Eugenio Allegri, a suo tempo, cioè una quindicina di anni fa, brillante protagonista dello spettacolo diretto da Giorgio Gallione e poi ripreso conservando impianto scenico e drammaturgia musicale ma adattando il tutto al nuovo interprete.