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Sik-Sik. I giovani critici del Teatro Franco Parenti  

Sik-Sik. I Gordi e l’abitare il confine dell’anzianità: Visite

29 Aprile 2026

di Chiara Narciso

L’esercizio sul confine del Teatro dei Gordi prosegue con Visite, lavoro successivo a Sulla morte senza esagerare, che torna in scena al Teatro Franco Parenti dopo diversi anni, attraversando lo spaccato liminale tra l’anzianità e ciò che rimane incastrato tra i ricordi della vita vissuta. Il fil rouge che caratterizza questo lavoro, così come i diversi altri della compagnia, è l’utilizzo delle maschere, sia in termini fisici (quelle di cartapesta indossate dagli attori nell’interpretazione degli anziani) che in termini di estreme caratterizzazioni dei personaggi. Questi due elementi si intrecciano a un ulteriore tratto distintivo dell’ensemble, la partitura fisica capace di rielaborare drammaticamente i gesti peculiari delle nostre pratiche abituali.

Nell’attualizzazione dei Gordi del mito di Filemone e Bauci, episodio rintracciabile nelle Metamorfosi di Ovidio a cui si ispira Visite, sebbene l’elemento della coppia rimanga centrale, esso fa da perno a un concetto più allargato di familiarità, che si modifica nel corso dello spettacolo e della vita adulta. Il quotidiano diventa un atto di assistenza, resistenza, supporto in termini collettivi, rispetto al caotico ed esasperato ciclo vitale che avvolge i sei protagonisti in un turbinio di eventi. La camera da letto fa da unico sfondo a questi incontri più o meno consueti: dalla routine in preparazione al lavoro ai segreti celati sotto il cuscino, fino ai festeggiamenti per una nuova vita e al compianto per la perdita della stessa. Il ritmo della messa in scena attraversa e segue la ciclicità del tempo della vita dei protagonisti, passando dalla frenesia della giovinezza, festosa e promiscua, alla consuetudine della mezza età, per poi depositarsi in una sorta di bolla temporale rappresentata all’interno di uno spazio stagnante e ripetitivo legato alla sfera dell’anzianità.

La gestualità che oltrepassa la parola per cristallizzarsi all’interno delle minime reazioni vocali degli interpreti, ci consegna una serie di ripetute azioni, specchio commovente della ritualità del nostro essere umani. Questi atteggiamenti che riverberano reiterati, ampliati, minimizzati, appaiono come lascito eterno anche sul finire dell’esistenza, prima e durante il siparietto che la compagnia propone localizzato all’interno di una casa di riposo per anziani nel finale. La promessa di una corrispondenza, di una risposta più o meno vivente, è il motore continuo della vita che si esprime attraverso una sequenza di luce creata dall’abat-jour o nella reciprocità di un’ultima visita tra amiche, sulla quale i Gordi fanno calare il sipario.

Lo spettacolo

Visite

Una stanza che si apre a un universo intero. Con o senza maschere, i sei fantastici attori della compagnia dei Gordi danno vita a una danza dell’esistenza, tra riso e commozione.