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Rassegna Stampa

Il Giornale – Come Maria Stuarda Marina Rocco porta al Parenti gli abusi sulle donne

3 Giugno 2026

Diciamo subito che questa Maria Stuarda non ha nulla a che fare con la regina decapitata. Il nome gli è stato dato dal padre che, a causa la sua povertà, in paese, per scherno, veniva chiamato «Il re di Savoia». Quando nacque la figlia, come risposta ai suoi detrattori, disse: «Se io sono un re, mia figlia sarà una regina» e poiché venne a sapere, in una osteria, che tra i nomi più importanti di regine del passato, era Maria Stuarda, decise di darle questo nome, anziché Elena, come era stato deciso con la moglie. Nicoletta Verna ambienta la storia di Maria negli anni quaranta, anni di povertà, in particolar modo nei piccoli borghi, dove le famiglie vivevano di stenti, impossibilitate a mandare i figli a scuola. Maria, intanto, cresceva e diventava donna, sempre più bella, divenne moglie di Michele, un uomo brutto che, però, era proprietario di un podere. Solo che, dopo il matrimonio, Michele partì per la guerra e sparì in Russia, non si sa se disperso o morto.