Cartellone 2026 - 2027 / Incontri e Libri
Incontro con Bruno Pellegrino Date: 23 Settembre 2026
L’utopia vincente del visionario Prospero Moisè Loria
Cartellone 2026 - 2027 / Incontri e Libri
Incontro con Bruno Pellegrino Date: 23 Settembre 2026
L’utopia vincente del visionario Prospero Moisè Loria
In occasione della pubblicazione del volume di Bruno Pellegrino
Il filantropo. Prospero Moisè Loria e la Società Umanitaria (Minerva 2026),
introduce Claudio Martelli
conduce Andrée Ruth Shammah
dialoga con l’autore Jean Blanchaert
Sono essenzialmente questi gli ingredienti che animano le pagine dedicate alla vita di una figura-simbolo dell’Ottocento italiano: Prospero Moisè Loria, israelita, commerciante, democratico, massone, filantropo. E proprio Il filantropo.
Prospero Moisè Loria e la Società Umanitaria (Minerva 2026) si intitola il volume che Bruno Pellegrino ha voluto dedicare a un visionario illuminato capace di mettere a punto un programma riformista di assistenza laica e moderna, un programma che doveva anticipare di mezzo secolo quanto è scritto nella nostra Costituzione: “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
Umanità, riscatto, dignità, giustizia danno senso e spessore alle vicende personali e al sogno di un grande protagonista finora dimenticato dell’Italia e del suo progresso civile e sociale. Il commerciante di origini mantovane, partito da Trieste alla volta del Cairo, dopo l’unità è un imprenditore di successo, un vero businessman, che si stabilisce nella “città che sale” e dal suo palazzo in via Manzoni 9, osserva Milano e le profonde disuguaglianze: banche e degrado, affari e analfabetismo, assenza di welfare. In linea con le più avanzate correnti sociali del suo tempo, e grazie al sostegno di un altro visionario – Osvaldo Gnocchi Viani – l’azione di Loria si configura come quella di un costruttore di ponti tra il bisogno e l’opportunità, tra la fragilità e la dignità, abbandonando la beneficenza elemosiniera per una filantropia che è insieme previdenza e assistenza: una filantropia in grado di fornire un concreto sostegno ai meno fortunati, ai poveri cristi, dando loro modo di acquisire gli strumenti perché possano elevarsi moralmente e professionalmente. Come recita lo statuto originario del 1893 tuttora in essere: “scopo della Società Umanitaria è di mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione di rilevarsi da sé medesimi, procurando loro appoggio, lavoro e istruzione”.
Significa chiedersi se siamo capaci di raccogliere la sua eredità, di trasformare le sue intuizioni in azioni concrete, di rendere la solidarietà un motore di emancipazione. È un compito che riguarda ciascuno di noi, perché la “visione” di Loria non appartiene soltanto alla storia, ma al destino collettivo di una comunità che vuole crescere insieme. È questo il messaggio che Milano, capitale morale, può ancora offrire all’Italia e all’Europa: un invito a costruire insieme un domani più giusto, più umano, più libero. Per tutte e per tutti.
Ti potrebbe interessare
Ti potrebbe interessare
-
Un matrimonio in mare aperto
9 Settembre 2026
-
Lo scandalo Israele
22 Settembre 2026
-
Le voci degli altri
24 Settembre 2026