Cartellone 2026 - 2027 / TeatroCinema
L’ultimo abbraccio – “Chi come me” alla Festa del Cinema di Roma 2026 Date: 19 - 21 Ottobre 2026
Il docufilm che racconta il rapporto fuori dall'ordinario tra lo spettacolo e il pubblico
Cartellone 2026 - 2027 / TeatroCinema
L’ultimo abbraccio – “Chi come me” alla Festa del Cinema di Roma 2026 Date: 19 - 21 Ottobre 2026
Il docufilm che racconta il rapporto fuori dall'ordinario tra lo spettacolo e il pubblico
proiezione del docufilm
selezione ufficiale Festa del Cinema di Roma 2026
soggetto Andrée Ruth Shammah
regia Michele Mally
sceneggiatura Andrée Ruth Shammah
con Matteo Moneta
produttore 3D Produzioni srl
produzione Teatro Franco Parenti
una produzione di
in collaborazione con
si ringrazia
con il sostegno
Uno spettacolo del Teatro Franco Parenti sull’adolescenza diventato un fenomeno di culto. Trecento repliche, e continui sold out ne misurano la dimensione.
Definito dal pubblico “molto più di uno spettacolo”, “un’esperienza di vita”, “un percorso emozionale e di conoscenza”, Chi come me ha rivelato una rara capacità di prolungarsi oltre il palcoscenico, assumendo i contorni di un caso eccezionale, capace di unire diverse generazioni, adulti e giovanissimi, e di vivere oltre la scena: nelle emozioni e nelle relazioni che genera, nel sorprendente desiderio di rivederlo e di condividerlo.
Diretto da Andrée Ruth Shammah su testo del drammaturgo israeliano Roy Chen e basato su un’esperienza reale, Chi come me ci porta all’interno di un centro di salute mentale. Cinque adolescenti isolati, fragili, ma attraversati da un urgente e comune bisogno di vivere, trovano nelle lezioni di teatro un varco verso sé stessi.
Le loro storie toccano un nervo scoperto della nostra società, creano nel pubblico una risposta emotiva con pochi precedenti nel teatro, un senso di identificazione e commozione di cui il documentario indaga le ragioni.
È precisamente la relazione con il pubblico che questo documentario sceglie di mostrare. A renderla possibile è la regia di Andrée Ruth Shammah, sapiente e piena d’amore, che lascia che siano le storie, i corpi e le parole degli attori, giovanissimi, a trovare la propria risonanza nello spettatore.
La cinepresa segue lo svolgersi dell’ultima recita dello spettacolo al Teatro Franco Parenti di Milano, e il suo dietro le quinte. Attraverso testimonianze di psicologi, intellettuali, artisti e semplici spettatori, il racconto affronta i temi più urgenti del testo – dalla disforia di genere all’autolesionismo, dal malessere esistenziale alla difficoltà del dialogo fra genitori e figli – e le questioni che Chi come me porta con sé; ciò che la sua straordinaria risonanza sembra rivelare del nostro tempo.
Climax del documentario, che coincide con l’apice dello spettacolo, è la scena in cui il confine tra attori e platea viene infranto, e il pubblico è chiamato a rispondere, per alzata di mano, a domande che cominciano con “Chi come me…” e che hanno a che fare, a vario titolo, con il dolore di stare al mondo. È forse qui che si trova la ragione più profonda di questo viaggio; nella possibilità di riconoscersi nell’esperienza di qualcuno che credevamo diverso da noi. Ed è questo legame invisibile tra scena e platea che il documentario sceglie di mostrare.