Teatro Campo Aperto

Opera Panica Extralarge

Nuovo cabaret tragico

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6 - 14 Ottobre 2020

Sala Grande
1 ora e 40 minuti

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di Alejandro Jodorowsky
traduzione Antonio Bertoli
regia e spazio scenico Fabio Cherstich
costumi Gianluca Sbicca
con Valentina Picello, Francesco Brandi, Loris Fabiani, Francesco Sferrazza Papa
e con i DUPERDU (Marta Maria Marangoni e Fabio Wolf, autori e interpreti delle canzoni)

assistente alla regia Beatrice Cazzaro
direttore di scena Riccardo Scanarotti
elettricista/fonico Matteo Simonetta
sarta Paola Landini
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti
costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

produzione Teatro Franco Parenti /Fondazione Teatro della Toscana

Spettacolo vincitore NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo – Edizione 2016/2017

Un anarchico e vitale inno alla vita
nella sua dissacrante bellezza.

Michele Weiss - La Stampa

Piccolo cult del Parenti, Opera Panica torna in scena nella versione Extralarge: uno spettacolo “dall’alto tasso di contaminazione, pensato come una pastiche indisciplinato e visionario, un cabaret tragicomico come la nostra esistenza.

Sul palco, una selezione delle 26 mini-pièce che compongono il testo magico di Jodorowsky e frammenti di due riscritture inedite si alternano in songs philosophiques dal sapore brechtiano, piccoli balletti e alcune video-pantomime.

Il talentuoso regista Cherstich costruisce una scatola scenica di fantasiosa eleganza estetica, dove il necessario distanziamento tra gli attori amplifica il paradosso di un’umanità incastrata nella sua stessa esistenza.

Lo spazio nero di Cherstich è abitato da tutte le filosofie e da tutte le morali, oggetti scenici al pari di forni, aspirapolveri e carrelli dell’ipermercato; la società in miniatura non è più tale, l’insieme di corpi non forma più una comunità; il teatro di Cherstich inaugura una nuova scatola scettica.
Sofia Silva - Il Foglio
  • 1 di 10. © Noemi Ardesi
  • 2 di 10. © Noemi Ardesi
  • 3 di 10. © Noemi Ardesi
  • 4 di 10. © Noemi Ardesi
  • 5 di 10. © Noemi Ardesi
  • 6 di 10. © Noemi Ardesi
  • 7 di 10. © Noemi Ardesi
  • 8 di 10. © Noemi Ardesi
  • 9 di 10. © Noemi Ardesi
  • 10 di 10. © Noemi Ardesi
Durante la preparazione dello spettacolo ho incontrato Jodorowsky a Parigi per parlare con lui del suo teatro e mi è rimasta impressa una frase che mi ha detto citando il suo manifesto per un teatro panico:

I romani dicevano "Io" indicandosi la pancia. Per loro il cervello era solo un congelatore delle idee che nascono calde all'altezza dell’ombelico. Il teatro si esprime con l'inconscio. Bisogna permettere ad esso di fluire in scena con la stessa libertà con cui sgorgano i sogni.

Spero che in questa nuova versione extra-large lo spettacolo riesca ad andare sempre più verso la direzione indicata dall’autore.
Fabio Cherstich

Uno spettacolo divertente, intelligente
e tutt'altro che banale.

Sara Chiappori – la Repubblica
Qui, dal panico surrealista ne esce un dramma satiresco contemporaneo, in perfetto equilibrio tra dionisiaco e apollineo, che tanto piacerebbe agli antichi come ai moderni, a Nietzsche come a Jodorowsky.
Camilla Tagliabue – Il Fatto Quotidiano
E così, in un equilibrio sorprendente, si susseguono i vari quadri dove i quattro giovani attori protagonisti si esprimono in un crescendo di quell'arte totale (panica) esplorata dal grande drammaturgo. Un carosello visionario e divertente, che si risolve in un limpido approccio al pensiero e alla poesia del grande drammaturgo cileno.
Tiziana Montrasio – Il Sole 24Ore Domenica
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