
Sonia Bergamasco diventa «La principessa di Lampedusa» nel poetico monologo di Ruggero Cappuccio da lei stessa diretto. Uno spettacolo che intreccia realtà e immaginazione dove Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cuto, madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, torna dall’ aldilà per rievocare la sua esistenza. Una donna coraggiosa, nata nella seconda meta del 800 che ha vissuto la prima e la seconda guerra mondiale che ci racconta la sua Sicilia e il Paese. Come e nata questa «partitura per fantasmi» come lei la definisce? «Due anni fa mi e stato chiesto di proporre una lettura per il Tempio di Selinunte, il libro di Cappuccio sulla vita della principessa mi e sembrato perfetto, con il suo adattamento il testo e diventato una sorta di chiamata a raccolta delle delle persone che hanno attraversato la vita di Beatrice. Qui sentirete parole, suoni e musiche registrate in dialogo costante con la mia voce dal vivo. Beatrice ormai e uno spirito libero, ha oltrepassato la soglia e sente la necessità di tornare con la memoria carnale alla sua vita, alle storie che l hanno segnata e resa unica».
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