
Già il titolo ha i contorni seduttivi della complessità: «Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo». E infatti la cornice in cui si muove lo spettacolo è il cervello umano, uno dei luoghi meno comprensibili al mondo. Figurarsi se il cervello in questione è quello di Billy Milligan, negli anni 70 riconosciuto colpevole di aver rapito e violentato tre ragazze ma poi assolto per infermità mentale, essendo affetto da disturbo di personalità multipla. Per la precisione ventiquattro (personalità), di cui dieci definite indesiderabili e una – il Maestro – in grado di assorbirle tutte. Al di là del caso giudiziario, si parla di un’esistenza disperatissima. Segnata da violenze durante l’infanzia e poi da continui internamenti in manicomi criminali. Spunto quindi non scontato.
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