Sik-Sik. I giovani critici del Teatro Franco Parenti

Sik-Sik. Riscatto e prigionia di un’altra Maria Stuarda

2 Marzo 2026

Riscatto e prigionia di un’altra Maria Stuarda
di Federico Demitry

Al Teatro Franco Parenti arriva Il mio nome è Maria Stuarda, il nuovo spettacolo tratto dal primo testo teatrale di Nicoletta Verna, già autrice del romanzo I giorni di vetro, candidato al Premio Strega e vincitore nel 2025 del Premio dell’Unione europea per la letteratura e del Premio Racalmare Leonardo Sciascia. Lo spettacolo si sviluppa come un monologo che intreccia memoria personale e cornice storica, portando in scena una vicenda ambientata negli anni Quaranta. Al centro, la storia di una donna segnata da violenze domestiche e abusi sul lavoro: un marito ossessivo e manipolatore e un datore di lavoro predatorio (“il padrone”) definiscono un sistema di soprusi che appare tanto quotidiano quanto normalizzato.

Il nome della protagonista – Maria Stuarda – richiama volutamente la figura dell’omonima regina di Scozia. È il padre, poverissimo, a sceglierlo come gesto simbolico di riscatto. Ma quel nome, anziché rappresentare una promessa di emancipazione, diventa per lei un fardello: l’identità di regina dispersa tra le macerie del dopoguerra e intrappolata in un’esistenza di umiliazioni e silenzi; in parallelo simbolico con la vera Mary Stuart che era una regina e anche di certo famosa, ma per niente “fortunata”.

A interpretarla è Marina Rocco, attrice da tempo legata al Parenti e già protagonista di diverse produzioni. A lei il compito di sviluppare il percorso della protagonista come una progressiva acquisizione di consapevolezza, in un processo di rottura rispetto alla violenza sistemica che ha segnato la sua vita. Il monologo non resta tuttavia confinato al passato. La narrazione si apre a una dimensione contemporanea attraverso un passaggio in un’aula di tribunale, dove un processo per stupro mette in luce la persistenza di stereotipi e pregiudizi nei confronti delle vittime. La vicenda personale assume così un valore più ampio, offrendo una possibilità di riflessione sulle forme — spesso sottili — della violenza psicologica e fisica.

Ad accompagnare la scena è la musica dal vivo della sassofonista Marina Notaro, che contribuisce a costruire un tessuto sonoro evocativo e a sottolineare i passaggi emotivi del racconto. Il risultato è uno spettacolo dominato da una dimensione intima e da cui trasuda una tensione civile; che mescola memoria individuale e attualità, portando sul palco una storia di oppressione che dialoga apertamente con il presente.

Il mio nome è Maria Stuarda

24 Febbraio - 8 Marzo 2026

Un monologo intenso dal primo testo teatrale di Nicoletta Verna, con Marina Rocco: una donna ripercorre la propria ribellione alla violenza, in un intreccio di memoria, denuncia e musica dal vivo. Da un progetto di Andrée Ruth Shammah.

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