h 11.00, Sala Blu
L’arte di sopravvivere poeticamente
con Beppe Severgnini
Severgnini sceglie un luogo del cuore e un nanetto da giardino per affrontare la questione che sta al centro di ogni questione: il tempo che passa. E ci offre una dozzina di suggerimenti, illuminati dai versi di cinquanta poeti italiani dell’ultimo secolo, per provare a portare poesia nella nostra vita quotidiana.
h 11.00, Biblioteca
Codice Girard
con Giulio Milani, Paolo Bianchi e Alessandro Gnocchi
Un dialogo sul terzo volume della trilogia di Milani, che usa il pensiero di René Girard per leggere il presente: polarizzazioni, guerra, intelligenza artificiale e nuove forme di potere tecnologico e politico.
h 11.30, Café Rouge
Saba che danza la speranza
con Saba Poori e Federico Taddia
In Iran alle donne è vietato ballare liberamente, ma Saba ha fatto della danza la sua forma di esistenza e di resistenza. Saba Poori, con Federico Taddia, ci conduce nella sua storia vera di coraggio, dove il corpo diventa un manifesto per rivendicare i diritti negati.
h 12.30, Sala Blu
Il sole nelle pozzanghere
con Matteo Bussola
Ogni oggetto custodisce una storia. Ci ha visti amare, piangere, stringerci a qualcuno, restare soli. Gli oggetti che ci sono appartenuti sanno chi siamo stati o chi siamo, e se potessero parlare racconterebbero la verità su di noi. Forse per questo, a volte, ce ne sbarazziamo. Ma c’è un signore capace di ascoltarli. Di sentire, nella loro voce, il concerto del mondo. È lui il protagonista di questo romanzo. Delicato e struggente, Il sole nelle pozzanghere racconta il nostro bisogno di legami, il bisogno che ognuno di noi ha degli altri per restare vivo.
h 12.30, Biblioteca
Il realismo terminale
con Guido Oldani, Pierangelo Dacrema e Luca Grancini
Una riflessione sul linguaggio e sulla poesia come strumenti per orientarsi nel presente, a partire dalla poetica di Oldani, da Poesia e linguaggio di Jidi Majia e da Squallore di Dacrema.
h 14.00, Biblioteca
I meloni di Cartesio e altri aneddoti
con Silvia Piccioli
Leggere un libro può insegnare a leggere la realtà? A partire dai grandi interrogativi della scienza e della filosofia, Silvia Benedetta Piccioli propone un incontro dedicato a chi accompagna le nuove generazioni nella scoperta del mondo: insegnanti, educatori, genitori, bibliotecari e professionisti della lettura. Attraverso aneddoti sorprendenti – come i celebri sogni di Cartesio, popolati anche da meloni – l’autrice mostra come saggistica divulgativa e fantascienza possano diventare strumenti complementari per allenare curiosità, autonomia di giudizio e capacità di interrogare il presente.
h 15.00, Café Rouge
Il gioco del gatto. Un’indagine dell’avvocato Meroni
con Alessandro Perissinotto e Piero d’Ettorre
L’avvocato Meroni assiste Elsa, figlia di una vittima del “killer delle rose”, nel processo contro il presunto assassino. Ma il dubbio sulla colpevolezza dell’imputato pesa su entrambi.
h 15.00, Sala Blu
Ti farò correre in salita
con Alberto Pellai
L’educazione contemporanea è vittima di un pericoloso errore: l’idea che i figli siano fragili come vasi di cristallo e vadano dunque preservati da ogni urto, ogni possibile attrito, perché altrimenti si romperebbero in mille pezzi. Nulla di più sbagliato. In questo saggio rigoroso e appassionato, Pellai dimostra come sia proprio l’iperprotezione a rendere i ragazzi ansiosi, incapaci di tollerare la frustrazione e inclini alla fuga dal mondo reale. Ti farò correre in salita si pone così come un manifesto per restituire ai giovani la forza di affrontare l’ignoto e riscoprire nella fatica non un limite, ma la chiave d’accesso all’autonomia e, dunque, alla vera libertà.
h 15.30, Biblioteca
Ecuba e le altre, spiriti indomiti contro la guerra attraverso i secoli
con Vittoria Longoni e Giovanna Majno
Intrecciando i grandi archetipi femminili del mito (Ecuba, Andromaca, Ifigenia, Cassandra, Antigone, Polissena) con le esperienze drammatiche dei conflitti contemporanei (dal genocidio palestinese agli orrori della guerra in Ucraina, dai corpi violati delle donne ai bambini massacrati, dalle città rase al suolo ai profughi in fuga), l’autrice ci porta a interrogarci sui grandi problemi del presente, mostrando come la violenza bellica sia sempre stata costruita sul dominio maschile e sulla cancellazione delle voci femminili. Eppure, proprio quelle voci – nei miti, nella letteratura, nei movimenti civili – diventano oggi uno strumento di resistenza politica e morale.
h 16.30, Café Rouge
La scala di seta
con Marco Malvaldi, Samantha Bruzzone e Massimo Cirri
Due scrittori e due detective. Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone, due punti di vista, maschile e femminile, un’unica penna intinta di umorismo e una coppia di personaggi, Serena e Corinna, che indaga immersa nei paradossi della quotidianità.
h 17.00, Biblioteca
Mare. Una metafora che vive
con Roberto Escobar
Un viaggio tra letteratura, filosofia e ricordi personali attraverso i significati del mare, specchio delle nostre paure e del desiderio di ignoto.
h 18.00, Café Rouge
Parola di perpetua. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò
con Andrea Vitali
In Parola di perpetua il maresciallo Ernesto Maccadò (nella vita reale diventato protagonista anche sugli schermi televisivi) si imbatte in una storiaccia più nera del solito: una vicenda che sconfina nella vicina Svizzera e precipita con fragore nella placida Bellano, dando carburante alle curiosità, alle dicerie, ai sospetti, alle ingenuità e agli antagonismi che sono i sapidi ingredienti delle storie di Andrea Vitali.
h 18.00, Biblioteca
Quando la vita non risponde. Il coraggio di vivere in larghezza
con Giustiniano La Vecchia, Pietro Gherardi e Gianni Gaude
Ci sono momenti in cui facciamo tutto quello che ci era stato chiesto e la vita smette comunque di rispondere: un lavoro che finisce, una certezza che si incrina, una mattina in cui non ci riconosciamo più allo specchio. Quando la vita non risponde non è un romanzo e non è un manuale: è il racconto di un percorso, scritto da chi lo ha attraversato. Pagina dopo pagina, lo smarrimento lascia spazio ai gesti più semplici, dalla vecchia moka dimenticata alla pioggia lasciata scendere sul viso, fino a una “Geografia dell’anima” in nove coordinate. Un dialogo sull’ascolto, sulla fatica di essere ciò che gli altri si aspettano e sulla possibilità di misurare la vita non in lunghezza, ma in larghezza.