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Due bambine, un cerchio di sabbia e tanta fantasia: una storia di dispetti e sfide che diventa, gioco dopo gioco, un’amicizia.

Hanà e Momò, in giapponese “Fiore e Pesca”, sono due bambine che giocano ai lati opposti di un grande cerchio di sabbia. Momò non ha nessuna intenzione di dividere i suoi giochi: vuole disegnare in pace e lascia all’amica solo un piccolo angolo. Hanà non si arrende e risponde con invenzioni sempre più strampalate, finché i pesci giganti di Momò devono cedere il posto a un serpente volante. Una sfida dopo l’altra, compaiono farfalle di carta, rebus da risolvere e tesori nascosti, e il dispetto si trasforma in un gioco a due. Alla fine non ci sarà un vincitore, ma un’amicizia.

Con sabbia, carta e bastoncini di legno, oggetti semplicissimi prendono vita e diventano personaggi buffi e sorprendenti. Lo spettacolo unisce teatro d’attore e teatro d’oggetti: le due interpreti parlano soprattutto con i gesti e con le espressioni del viso, e in alcuni momenti coinvolgono il pubblico, invitando i bambini a interagire con loro.

Ispirato a un racconto di Hesse sull’importanza del fare insieme e dell’accogliere l’altro, Hanà e Momò racconta ai più piccoli la gioia di scoprire che la fantasia cresce meglio in due, soprattutto quando l’altro è diverso da noi.

Solo in questo consiste per me la vita, nel fluttuare tra due poli, nell’oscillazione tra i due pilastri portanti del mondo.

Vorrei con gioia far vedere sempre la beata varietà del mondo e anche sempre ricordare che al fondo di questa varietà vi è un’unità.

– Hermann Hesse

Un’ode alla fantasia. Ecco la bella sensazione che lascia lo spettacolo di Principio Attivo. Tanta ironia in un lavoro davvero ispirato e nel quale l’espressività delle interpreti è fondamentale […].

– Elena Maestri, recensione Vimercate 2013


Di ottimo livello per i piccolissimi Hanà e Momò, della compagnia pugliese Principio Attivo dove Cristina Mileti e Francesca Randazzo sono sedute l’una di fronte all’altra all’esterno di un grande cerchio fatto di sabbia e inventano storie costruite con materiali poverissimi, usando un linguaggio tutto loro, rarefatto, un alfabeto inventato, ma comprensibile […]. Una bella prova di arguta leggerezza che incanta i bambini e diverte i grandi.

– Mario Bianchi, HYSTRIO

12 - 13 Dicembre 2026

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