Cartellone 2026 - 2027 / Teatro
Teatro, specchio di un territorio – Prima edizione Date: Marzo - Ottobre 2026
Francesco Toscani vince con Milano e i morti
Cartellone 2026 - 2027 / Teatro
Teatro, specchio di un territorio – Prima edizione Date: Marzo - Ottobre 2026
Francesco Toscani vince con Milano e i morti
Premio di scrittura teatrale
Teatro, specchio di un territorio –
Prima edizione
bando promosso dalla Fondazione Pier Lombardo
a cura del Teatro Franco Parenti
con il contributo di Regione Lombardia
Selezionato tra 46 testi, il lavoro dell’autore comasco vince la prima edizione del bando promosso dalla Fondazione Pier Lombardo, a cura del Teatro Franco Parenti, con il contributo di Regione Lombardia. Francesco Toscani, di Como, con Milano e i morti, è il vincitore della prima edizione di “Teatro, specchio di un territorio”, il bando dedicato alla nuova drammaturgia che racconta la cultura, la storia e i linguaggi del territorio lombardo. L’autore viene presentato alla stampa e premiato da Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, martedì 13 ottobre alle ore 11.30, al Teatro Franco Parenti.
La selezione si è articolata in più fasi. Una commissione interna ha individuato 26 testi tra i 46 pervenuti; una seconda valutazione, affidata a Marco Archetti e Massimo Bernardini, ha ristretto la rosa a 7 opere. I giornalisti Fabio Francione (Il Manifesto), Sara Magnoli (La Prealpina) e Giorgia Valeri (Famiglia Cristiana) hanno quindi scelto i cinque finalisti.
Il 12 ottobre i cinque lavori sono stati presentati al Teatro Franco Parenti in forma di mise en espace, in una sessione interna al termine della quale è stato individuato il vincitore. La giuria finale, presieduta da Andrée Ruth Shammah, comprende Anna Bernardini per Regione Lombardia, Monica Gattini Bernabò per la Fondazione Pier Lombardo e i tre giornalisti che hanno selezionato i finalisti.
Milano e i morti è stato presentato da Lab121, con la regia di Claudio Autelli.
LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA
La giuria ha premiato Milano e i morti «per la capacità di leggere con l’elastico temporale di storie minime e private l’essenza stessa della città e del territorio lombardo con le sue contraddizioni, trasformazioni, fragilità e punti di forza […]. Il testo riesce inoltre a portare in scena i timori, i dubbi, le aspettative, i sogni e i dialoghi dei e delle giovani di ieri come di oggi e il loro spesso taciuto bisogno di avere ascolto da parte di un mondo adulto che si mostra talvolta incapace di affrontare il mutamento e le paure […]».
Milano e i morti racconta la storia di Clara e Laura: la prima vive nel centro di Milano e proviene da una famiglia ricca; la seconda vive a Corsico, in una famiglia povera. Si incontrano a quindici anni e si ritrovano a quarantacinque. La loro amicizia potrebbe diventare un amore: ciascuna cerca nell’altra una possibilità di salvezza o di fuga dal mondo in cui è cresciuta. Nel rapporto i ruoli si scambiano, tra seduzione e manipolazione, mentre entrambe cercano di sottrarsi alla propria solitudine.
Attraverso questa vicenda intima, il testo racconta trent’anni di trasformazioni di Milano: i cambiamenti economici, sociali e del paesaggio entrano nelle vite delle protagoniste, nei loro desideri e nelle distanze che le separano. La scrittura alterna dialogo e racconto, comicità e analisi, iperrealismo e aperture oniriche, seguendo i tentativi di Clara e Laura di sfuggire ai vincoli del denaro, dell’appartenenza sociale, della famiglia e del passato. Senza giudicarle, ne mostra bellezza e meschinità e porta l’attenzione sulle esistenze che attraversano la città senza essere viste.