di Leonardo Manzan, Rocco Placidi e Paola Giannini
con Leonardo Manzan e Roberta Ricciardi
regia Leonardo Manzan
produzione La Fabbrica dell’Attore-Teatro Vascello
Leonardo Manzan, giovane autore e regista di talento, due volte vincitore della Biennale di Venezia con gli spettacoli Cirano deve morire nel 2018 e Glory Wall nel 2020, presenta Uno spettacolo di Leonardo Manzan, un titolo che non avrebbe bisogno di ulteriori chiarimenti.
Completamente nudo su un piedistallo, accolto da una guida museale e osservato da una figura enigmatica e immobile, l’artista espone sé stesso. Trasforma il teatro in un museo d’arte contemporanea e il suo corpo in opera vivente.
Da qui prende forma un cabaret di assurdità e provocazioni: uno sguardo lucido, ironico e spietato sul culto narcisistico dell’autore. Tra battute su Favino e Cattelan, riflessioni sulla spettacolarizzazione del sé e momenti di interazione surreale, Manzan costruisce una satira affilata che restituisce l’autoritratto distorto di un’intera generazione creativa.
Il pubblico, coinvolto in questo gioco dissacrante, partecipa a un’asta finale in cui si vendono pezzi dell’artista.
Intrattenimento colto, gioco dadaista, ironico e tagliente.
– Andrea Pocosgnich, Teatro e critica
Un redivivo Carmelo Bene. Per narcisismo, ma anche per talento. […] Mi sa che questo Manzan mangia cultura a colazione-pranzo-cena. […] Mi sa che i due premi della Biennale di Venezia (con Cirano deve morire nel 2018 e Glory Wall nel 2020) non glieli hanno dati a vanvera. Mi sa che questo Leonardo Manzan è un talentaccio. Mi sa che questa ora o poco più al ridotto del Morlacchi è stata ben spesa.
– Sandro Allegrini, perugiatoday.it