
MILANO – «Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore? / Lo sai bene che io non sogno, / questo mondo di noi due non ha bisogno. / Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore? / Se volere bene è sempre più difficile, amore mio, / non dar la colpa a me».
Già, «Quella cosa in Lombardia», la meravigliosa canzone con il testo di Franco Fortini e la musica di Fiorenzo Carpi. La si sente, ad aprire lo spettacolo, dalla voce di Adriana Asti. E l’attrice protagonista la ascolta, sorride e manda un bacio.
Parliamo dell’allestimento de «La Maria Brasca» di Giovanni Testori, prodotto dal «Franco Parenti» e presentato, per la regia di Andrée Ruth Shammah, a cento anni dalla nascita dell’autore e a cinquanta dalla nascita di quel teatro. E parliamo, inoltre, non solo di un significativo frammento della storia del teatro, ma anche, come vedremo, di momenti non meno significativi della vita di una comunità di teatranti nel passaggio da una generazione all’altra.
Le altre notizie
Le altre notizie
-
Il Mattino – «Il Misantropo» di Ruth Shammah: «Elogio dei classici»
7 Aprile 2026
-
La Repubblica – Martone e i testi di Ramondino
7 Aprile 2026
-
Il Giorno – Lino Musella, visioni d’artista. Fra memorie e rancori «La musica non ci salverà»
3 Aprile 2026
-
La Stampa – Guerra, memoria resistenza e vitalità. In scena “La Storia”
1 Aprile 2026



