
C’è una generazione che ha imparato a guardarsi attraverso uno schermo prima ancora di imparare a guardarsi allo specchio. Cresciuti dentro un archivio di immagini perfette, filtrate, ottimizzate, molti giovani adulti fanno oggi i conti con una percezione del corpo continuamente distorta. Si chiama dismorfismo digitale: una condizione di disagio sempre più diffusa legata all’uso intensivo delle immagini digitali, che altera il modo in cui una persona percepisce sé stessa. Come se lo sguardo algoritmico fosse stato interiorizzato, rendendo sempre più difficile vedersi davvero per quello che si è.
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