
Il testo, potentissimo, di Gianni Forte, un’interpretazione da brividi di Raffaele Esposito e una coinvolgente messa in scena del regista Fausto Cabra rendono senz’altro Schegge di memoria disordinata a inchiostro policromo, in cartellone al Teatro Parenti di Milano fino al 13 aprile, una delle più interessanti nuove produzioni della stagione teatrale. Un ora e quaranta minuti scorrono tutti d’un fiato, in questa specie di thriller psicologico che rievoca il caso di Billy Milligan, il giovane che negli Stati Uniti degli anni 70, riconosciuto colpevole di aver rapito e violentato in un campus universitario dell’Ohio tre ragazze in nove giorni, venne assolto per infermità mentale in quanto affetto da disturbo dissociativo dell identità: dentro di se coabitavano ventiquattro personalità (23 più la sua). Strutturato in un preludio e quattro rapsodie, e un viaggio nei meandri dell’animo umano nel tentativo di scoprirne i misteri.
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