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Cartellone / TeatroThe Youth Club

Uno spettacolo di Leonardo Manzan

Leonardo Manzan dirige Leonardo Manzan in una delle produzioni più attese dell’anno: il nuovo spettacolo di Leonardo Manzan

© Giulia Valentini

Archivio / TeatroThe Youth Club

Uno spettacolo di Leonardo Manzan

Leonardo Manzan dirige Leonardo Manzan in una delle produzioni più attese dell’anno: il nuovo spettacolo di Leonardo Manzan

© Giulia Valentini

Non è teatro. È un’installazione d’arte contemporanea, con l’Ego protagonista.

L’artista si erge nudo su un piedistallo: opera, autore... o entrambi?

Una dissezione ironica e spietata del culto di sé, con tanto di audioguida inclusa nel biglietto.

Leonardo Manzan, giovane autore e regista di talento, due volte vincitore della Biennale di Venezia con gli spettacoli Cirano deve morire nel 2018 e Glory Wall nel 2020, presenta Uno spettacolo di Leonardo Manzan, un titolo che non avrebbe bisogno di ulteriori chiarimenti.

Completamente nudo su un piedistallo, accolto da una guida museale e osservato da una figura enigmatica e immobile, l’artista espone sé stesso. Trasforma il teatro in un museo d’arte contemporanea e il suo corpo in opera vivente.

Da qui prende forma un cabaret di assurdità e provocazioni: uno sguardo lucido, ironico e spietato sul culto narcisistico dell’autore. Tra battute su Favino e Cattelan, riflessioni sulla spettacolarizzazione del sé e momenti di interazione surreale, Manzan costruisce una satira affilata che restituisce l’autoritratto distorto di un’intera generazione creativa.

Il pubblico, coinvolto in questo gioco dissacrante, partecipa a un’asta finale in cui si vendono pezzi dell’artista.

Un’opera sul culto dell’autore… firmata, ovviamente, dall’autore stesso.

Intrattenimento colto, gioco dadaista, ironico e tagliente.

– Andrea Pocosgnich, Teatro e critica


Un redivivo Carmelo Bene. Per narcisismo, ma anche per talento. […] Mi sa che questo Manzan mangia cultura a colazione-pranzo-cena. […] Mi sa che i due premi della Biennale di Venezia (con Cirano deve morire nel 2018 e Glory Wall nel 2020) non glieli hanno dati a vanvera. Mi sa che questo Leonardo Manzan è un talentaccio. Mi sa che questa ora o poco più al ridotto del Morlacchi è stata ben spesa.

– Sandro Allegrini, perugiatoday.it