
L’hanno definita una figura mitologica: metà donna, metà teatro. Energica, volitiva, intraprendente, appassionata, legata alla sua Milano dalla stessa visceralità che il napoletano mostra per Parthenope; ma di mente aperta e pronta a ospitare culture diverse tra le pietre della propria creatura artistica fondata nel 1972, la sala meneghina intitolata a Franco Parenti: «Ho portato Eduardo, Scarpetta; e, nella prossima estate, toccherà a Viviani. Il vostro teatro ha identità e stile. E se io accolgo Napoli, Napoli accoglie me. Perciò sono grata al Teatro Nazionale e al suo direttore, Roberto Andò, di avermi invitata».
Al Mercadante, da domani a domenica, Andrée Ruth Shammah, regista e imprenditrice d’arte, proporrà un allestimento di cui va fiera, «perché è un classico messo in scena come sempre si dovrebbe: Il misantropo di Molière, il suo capolavoro», riflessione autobiografica, venata di malinconia, sul compromesso, le convenzioni sociali e l’ipocrisia; sulla tolleranza dell’imperfezione e sulla solitudine. In scena Fausto Cabra sarà Alceste, la giovane Bea Barret Célimène; al loro fianco, 10 interpreti (durata: 2 ore e 30 minuti con intervallo). Il testo è in forma integrale e vanta una nuova traduzione.