Arriva senza preavviso e si prende i ricordi: l’Alzheimer bussa alla porta e non se ne va più.

Tutto torna alla mente confuso, a spezzoni, ma fortunatamente è stato appuntato su fogli di Scottex, agende e cartoni. Memorie personali mescolate alla memoria collettiva: le dimissioni di Papa Ratzinger, le canzoni vincitrici di Sanremo, le gite del centro anziani, l’abbattimento della statua di Saddam, la brina sui kiwi, la sfiducia al governo Prodi.

Un monologo delicato e coinvolgente ispirato dal ritrovamento e dalla ricostruzione delle vecchie agende di Tina, la nonna dell’autrice, il racconto di una donna che sistema una piccola vita mettendo in fila i grandi eventi e il quotidiano. Poi le cose cominciano a confondersi, scappano e cadono pezzi di vita. Allora parla, si perde in una litania ossessiva che sostituisce la vita stessa.
Una riflessione sulla perdita e sul lutto che si rende visibile attraverso il dispositivo linguistico di cancellazione dell’alzheimer, ma che è parte del vissuto di ciascuno.

Sta perdendo la memoria, in realtà perde il mondo intero. E se cadono le parole, se non le chiami più, le cose, come esistono senza nome? Come lo pensi il mare se non hai più l’acqua nella testa? 

 

Tania Garribba, attrice di teatro e cinema, da anni lavora con l’ensemble lacasadargilla con cui è attualmente in scena negli ultimi lavori When the rain stops falling, L’amore del cuore, Il ministero della solitudine. Per la prima volta, grazie all’incontro con Valentina e il suo testo, dall’altra parte della scena.

Valentina Minzoni, attrice, autrice e formatrice teatrale. Laureata in Linguistica italiana e civiltà letterarie europee presso l’Università di Bologna, dove inizia anche la sua formazione teatrale che perfeziona poi a Roma. Collabora a lungo con Emanuela Giordano partecipando, tra gli altri, agli allestimenti di Dieci storie proprio così e Il viaggio di Enea. L’incontro con Lucia Calamaro la aiuta a ricomporre la trama interrotta della scrittura, e grazie a lei getta i primi semi del testo Appena prima. L’incontro con Tania e Tadema ha poi permesso che la narrazione trovasse una sua forma nel corpo e nello spazio. Appena prima è il suo esordio alla drammaturgia.

Tadema De Sarno Prignano, artista-artigiana. Dicono di lei che sia pluritalentuosa ma non ci ha mai creduto. Ha abbandonato il teatro diciotto anni fa mostrando sporadici segni di pentimento. Se vede una cosa bella fatica a distaccarsene ed è per questo che è stata incastrata (senza pentimento) in questo lavoro.