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Boaz e George si incontrano su Grindr mentre il confine tra i due Paesi brucia.

Accecati dall’attrazione, si ritrovano in una chat in cui la distanza tra loro, solo 20 km, diventa cruda realtà: i loro paesi sono storicamente nemici. In questi incontri virtuali si fa strada il desiderio di connessione – sessuale, emotiva, umana – che sembra ignorare muri, confini politici e culturali. Decidono dunque di cercare rifugio a Berlino, isola di pace in un mondo in guerra, ma proprio allora la tensione tra le due nazioni si rialza e per uno di loro la guerra è obbligatoria.

Scritto come una serie di chat con emoji, GIF e messaggi vocali, Confini di Nimrod Danishman – nato a nord di Israele, cresciuto a due passi dal sud del Libano – esplora in modo intimo la potenza di una relazione nata online in cui irrompe l’irruenza della Storia.

Nimrod Danishman, regista teatrale, drammaturgo e insegnante, cofondatore e direttore esecutivo dell’Ha’Meshulash Theatre – il teatro LGBTQ di Tel Aviv – e vincitore del Premio Shulamit Aloni del 2021. Dopo essersi laureato con lode, ha scritto e diretto la sua prima opera “BORDERS” al Teatro Tzavta (2018). Lo spettacolo è stato prodotto a New York, Londra e Würzburg e ha ricevuto la nomination come migliore opera teatrale al New York Summer Festival. Ha diretto il cortometraggio “Woman to Woman” di Roey Maliach Rashef al Playwrights Project (2018), co-regista dello spettacolo “More than that we are not” di Gal Chepsky a Tzavta (2019) ed è ideatore dello spettacolo documentario “For Real – Podcast teatrale” al Tamune Theatre (2019). Nel 2021, ha scritto e diretto la sua seconda opera, “A Last Night in Rome” al Teatro Ha’Meshulash, e ha diretto la tragedia “The Child Dream” di Hanoch Levin alla Goodman, la scuola di recitazione nel Negev.