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© Federico Massimiliano Mozzano

© Federico Massimiliano Mozzano

One man show epico e lirico, realista e visionario, sulla più imponente migrazione contadina dell’America moderna.

La più grande epopea degli ultimi che ha cambiato per sempre il nostro sguardo sulla giustizia sociale, sulla dignità degli sconfitti.

Nell’estate del 1936, John Steinbeck parte per una missione: raccontare le condizioni dei braccianti costretti a migrare dal cuore spaccato degli Stati Uniti verso la California. Tre anni dopo scrive Furore, in cui cronaca, politica e umanità si fondono in una narrazione che brucia.

Massimo Popolizio dà corpo e voce al Narratore steinbeckiano e lo fa con il rigore e la passione di un racconto civile che ancora oggi ci interroga: è possibile restare umani quando tutto intorno frana?
Accanto a lui, il percussionista Giovanni Lo Cascio disegna dal vivo un paesaggio sonoro vibrante e tellurico, un controcanto che esalta il senso di giustizia e la passione per la verità del narratore, ma anche la profonda e inesauribile dignità del popolo migrante.