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Scena dello spettacolo I mezzalira

Cartellone / Teatro

I Mezzalira

Panni sporchi fritti in casa

© Tommaso Le Pera

Archivio / Teatro

I Mezzalira

Panni sporchi fritti in casa

Scena dello spettacolo I mezzalira
Scena dello spettacolo I mezzalira

© Tommaso Le Pera

Una saga familiare che riporta alle origini, alla terra, alla campagna.

Un racconto tragicomico che mescola i toni brillanti della commedia all’italiana con le tinte fosche del giallo.

Agnese Fallongo e Tiziano Caputo tornano sul palco con il terzo capitolo della “Trilogia degli Ultimi”, iniziata con Letizia va alla guerra e proseguita con …Fino alle stelle!.

Accanto a loro, Adriano Evangelisti che – dopo averli diretti in Letizia va alla guerra – entra in scena per interpretare il protagonista-narratore della storia. La regia è affidata ancora una volta a Raffaele Latagliata, che aveva già firmato …Fino alle stelle!, confermando così un sodalizio artistico ormai consolidato e riconoscibile per stile e sensibilità.

Al centro di questo spettacolo, la famiglia Mezzalira, alle prese con il disperato tentativo di tenere chiuse dentro le mura di casa le proprie questioni e i propri segreti. Ma quelle mura non sempre bastano a contenere i loro tabù, che, proprio come l’olio delle olive che raccolgono, scivolano in una spirale di infausti accadimenti. A raccontarci questa storia, Giovanni Battista Mezzalira, detto “Petrusino”, il più piccolo della famiglia che, una volta adulto, riflette sulla sua esistenza e l’attraversa, in un caleidoscopio di ricordi e colpi di scena. Petrusino sarà così costretto a fare i conti con i fantasmi del passato per poter accettare il presente, scoprendo di non essere stato il solo a custodire un segreto.

Un lavoro teatrale in cui convergono con grazia tutte le qualità – e al più alto livello – per creare un’esperienza di assoluta eccellenza. Non solo consigliatissimo, ma anche prescritto come se si provasse a essere dei medici dell’anima.

– unfoldingroma.com


Agnese Fallongo e Tiziano Caputo sono il sodalizio artistico più riuscito e fortunato che conosca. In scena sembra che condividano uno stesso cuore pulsante che si incarna in due corpi diversi. Dopo tanto tempo ho avuto la fortuna di assistere a uno spettacolo in cui è la storia a muovere gli attori e non viceversa. La regia di Raffaele Latagliata ci avvolge e ci porta, letteralmente, in un altro mondo, ci prende per il bavero all’inizio dello spettacolo e ci lascia andare solo alla fine senza chiedere il permesso.

– contrappunti.info


Grazie al suo ritmo serrato e incalzante, è un’opera che ti fa sorridere, ridere e al contempo emozionare.

– thewalkoffame.it


Un lavoro di alta artigianalità teatrale e creativa.

– Flaminio Boni


Gli attori in scena si muovono fra comicità e sentimento, epica e retorica del passato, naturalismo e assurdo con tale efficacia da ricevere applausi a scena aperta e addirittura una standing ovation alla fine dello spettacolo. La regia di Latagliata ha due pregi: si fida degli attori (e fa bene); con pochi accorgimenti, semplici e funzionali, mette ordine e organizzazione scenica alla storia.

– marcantonioluciditeatro.it