
Così sia. Amen. Suggello di preghiera, impegno di fede, segno di accettazione, di augurio, ma anche di fugacità. E ancora, auspicio di speranza. In «Amen», suo primo testo per il teatro, Massimo Recalcati, psicoanalista, saggista, scrittore, ha cercato di esplorare le tante anime di una parola di origine ebraica trasmutata in greco e in latino, diventata di uso comune, sacro e profano. Lo spettacolo che ne è nato, concerto per voci ed elettronica da martedì al Parenti, regia di Walter Malosti, voci di Marco Foschi, Federica Fracassi, Danilo Nigrelli, è introdotto da lui, Recalcati.
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