
«Ci siamo scoperti desiderosi di portare in scena un testo dell autore londinese, di cui avevamo letto molto», spiega il regista. E di isola e isole (la prima quella d Irlanda, le seconde quelle esistenziali dei protagonisti, a cominciare dalle due re femminili interpretate da Ambra Angiolini e Ivana Monti) si parla in questa storia con al centro – spiega Ambra – «una madre e un figlia che, accerchiate qua in un paese di 200 abitanti, sono ste di un rapporto fatto di frustrazioni intime, di amore abusante, di quello che ti fa odiare una persona con tutto l amore che hai in corpo, anche se la cosa può sembrare un ossimoro». Dipendenza reciproca, voglia di libertà da una convivenza malsana dove nessuno è un mostro e, spiega Vogel «i ruoli di carnefice e vittima passano di mano, come in un gioco sadomaso». La madre fa di tutto per sabotare la felicità della figlia quando nella vita di lei appare un uomo (Stefano ni). La ricetta di McDonagh è quella -infallibile -dello humor nero, della comicità che sfida il dramma, del grottesco che strappa risate e, al contempo, commuove.
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