
Ho l’impressione che Andrée Ruth Shammah, mettendo in scena di nuovo, dopo decenni, I promessi sposi alla prova di Giovanni Testori, nel momento della sua vita in cui – come dice Shakespeare – “la maturità è tutto”, abbia voluto fare i conti con se stessa, con i traguardi raggiunti ma anche con quelli che, come capita a tutti, ci sono sfuggiti di mano per un soffio. Sì, mi piace pensare a questo spettacolo come a un bilancio dove ci si voglia fermare, confrontare per capire quale sarà la nuova strada da percorrere. Del resto, nella vita della regista questo testo la pone, di nuovo, di fronte alle persone che più hanno contato, non solo teatralmente, per lei: Giovani Testori e Franco Parenti che, insieme a lei, con un coraggio pari alla sfida, decisero di camminare insieme per un lungo periodo fondando il Pierlombardo, da anni ormai per Milano “il” Franco Parenti.
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