
Peccato che sia un dramma. Perché è davvero una gioia rivedere La Maria Brasca di Giovanni Testori. Specie in questa ultima edizione a trent’ anni dalla prima e ventitré dalla ripresa -firmata Andrée Ruth Shammah (al Parenti di Milano fino al 5 marzo, poi in tournée), in cui la Maria è un corpicino tutto nervi e slancio, un luce bionda che incendia il palco e fulmina chi non la compiace, una Marina Rocco pallida, scombinata, inarrestabile, fatale. E poi ci sono i suoni che si fanno presenze: la voce di Adriana Asti, quella di Testori, le musiche di Carpi, il treno che scuote la scena come un destino: che regia fatta col cuore, che gioia questa Maria Brasca, due ore imperdibili in cui il cuore vola oltre ogni privazione.
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