
In scena al Teatro Franco Parenti, «Il sosia», scritto da Dostoevskij nel 1846, con la regia di Alberto Oliva, protagonisti Elia Schilton e Fabio Bussotti (fino al 10 aprile).
Si tratta di una edizione particolare, nella quale viene messo, soprattutto, in rilievo il rapporto tra realtà e allucinazione, tra mondo onirico e mondo visionario, visto che il protagonista, che lavora come Consigliere titolare, con le sue inettitudini, le sue paure e insicurezze, fa pensare agli inetti di Svevo,e che, nello stesso tempo, anticipa il personaggio di Vitangelo Moscarda, protagonista di «Uno, nessuno centomila» di Luigi Pirandello, che ben conosceva l autore russo. Non per nulla, nelle prime pagine del testo, si nota una certa somiglianza tra i due protagonisti che vedono trasformata la loro vita dopo essersi, entrambi, guardati allo specchio per cercare qualche difetto e che, improvvisamente, vedono sconvolta la loro esistenza perché attirati nell abisso causato dalla scoperta del proprio doppio e della propria crisi di identità.
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