
Un ragazzino. Il suo sguardo, i giochi. La confusione e la solitudine. Un ragazzino dei carrugi. Per raccontare attraverso le sue (dis)avventure, le sfumature più complesse della Resistenza. Ci sono passaggi de “Il sentiero dei nidi di ragno“ che ancora adesso mettono la pelle d oca. Anche se ci si crede grandi e vaccinati e ormai impermeabili alla commozione. Romanzo di formazione, segnato indelebilmente dalla figura del giovane Pin, è la prima opera di Italo Calvino. Anno 1947, per Einaudi. Bello ritrovarlo in scena. Grazie al lavoro del regista Paolo Bignamini, che da stasera arriva per una na ospite del Franco Parenti. In Sala Blu. Col talento eclettico di Stefano Annoni (nella foto) a dar vita a una sorta di lettura scenica, percorso a tappe fra parole e musica grazie alla fisarmonica di Katerina Haidukova.
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