
Un flusso di coscienza. A muoversiinquieto fra interrogativi esistenziali e le paturnie del quotidiano. Quasi un marchio difabbrica della (bellissima) scrittura di LuciaCalamaro. Che qui firma e dirige«Smarrimento», un monologo cucito addosso a Lucia Mascino, la Kate Winslet italiana, dallll al 20 febbraio al Franco Parenti. Sul palco la bizzarra conferenza di una scrittrice incrisi. In balia di pensieri, personaggi, idee. Ma anche il racconto di una coppia cometante. Con le domande di tutti. O quasi.Mascino, quando avete debuttato? «Un paio di anni fa, per poi subito fermarci. Cè quindi una sorta di sedimentazione ma è anche un lavoro del tutto nuovo, su cui siamotornati a lavorare. Daltronde la scrittura diLucia Calamaro funziona così: aggiunge, cambia, crea. In uno stato di costantefreschezza».
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