
Responsabilità, orgoglio identita, io, solidarietà. Ma anche diritti e riflessione sul futuro, perché finita la pandemia bisognerà che le cose cambino. È una Giornata mondiale
del Teatro anomala, che cancella lefrasi di circostanza e mette in campo i massimi sistemi, la seconda dell’era Covid nel pensiero dei direttori delle principali sale cittadine,
tutte ancora chiuse nel giorno in cui il ministro Franceschini aveva prefigurato una possibile riapertura.
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