La Repubblica – Strehler credeva che il teatro potesse cambiare il mondo

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È una trama di relazioni, quella che lega Andrée Ruth Shammaha Giorgio Strehler. Sono strati sovrapposti nel tempo, frammenti che si intersecano, interessi che convergono, pezzi di conversazioni che si depositano insieme alle istantanee di un rapporto che non ha un inizio preciso, ma una mediazione fondamentale, quella di Franco Parenti. Shammah si forma al Piccolo, è tra i giovani che Paolo Grassi fa crescere, ma «ho cominciato a conosceree capire Giorgio solo attraversoi racconti di Franco». Davvero non ricorda la prima volta che ha incontrato Strehler? «Davvero. Il mio rapporto con Giorgio inglobava il suo rapporto con Franco. Non erano d accordo su molte cose, ma riconoscevano la grandezza l uno dell altro e si stavano simpatici. Franco era al Piccolo dagli inizi, aveva una sua visione precisa di quell avventura. Di Arlecchino, per esempio, mi fece notare cheè l unico spettacolo comico di Strehler. E sai perché? Perché l ha subito. Nella sua testa, la fine doveva essere un altra, con i comici che si tolgono la maschera e smettono di far ridere.E invece la gente rideva, si sbellicava proprio. Lui allora si incazzava con Marcello Morettie con Franco, che si era inventato Brighella balbuziente. “Siete dei guitti”, urlava.E loro: “Noi ci proviamo, ma non riusciamo non far ridere”. Alla fine fu Giorgio ad arrendersi». Nel 1972 con Parentie Testori fonda il Salone Pier Lombardo. Le reazioni del Piccolo?

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