1972 - 2022 Cinquant’anni del Parenti
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Sik-Sik. La corsa dietro il vento

© Laila Pozzo
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Una pallottola di carta che si dispiega

di Eleonora Castagnini

Dino Buzzati è stato un personaggio poliedrico, scrittore e disegnatore, librettista e scenografo, ma soprattutto fine scrutatore d’anime.Un artista totale, capace di ispirarsi alla realtà pur essendo un visionario sorprendente e profondo, sempre in grado di arrivare a tutti con la sua scrittura precisa e fantasiosa.

Nel cinquantesimo dalla sua morte, Gioele Dix e Valentina Cardinali non potevano cogliere migliore occasione per ricordarlo, portando in scena La corsa dietro il vento. Dino Buzzati o l’incanto del mondo, una produzione del Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Giovit.

Nel cuore della notte, uscendo dalla finestra della casa di un grande scrittore (di cui non si conosce l’identità), vola in strada un foglio accartocciato che viene raccolto da Buzzati, interpretato da Gioele Dix. L’attore prende ispirazione proprio dal racconto Una pallottola di carta e dispiega quel foglio accartocciato per dare il via a un viaggio in cui si indagano tutti quei finali interrotti grazie a cui Buzzati si è meritato l’epiteto di «maestro della sospensione». Uno splendido omaggio allo scrittore, alle sue inquietudini e insofferenze, ai suoi paradossi e alla sua ironia.

Ambientato in un laboratorio a metà fra una tipografia e un magazzino delle idee, Dix e Cardinali compongono un mosaico di personaggi e di vicende umane nel quale spettatrici e spettatori possono ritrovare tracce di sé stessi. Per fare ciò, i due attori portano in scena, uno dopo l’altro, diversi racconti di Buzzatitratti dalle raccolte Sessanta racconti, Il Colombre e altri cinquanta racconti e In quel preciso momento;testi che racchiudono l’essenza della poetica dell’autore: il suo narrare vicende poste sul filo del paradosso in una specie di lotta con il mistero, la sua abilità di scrutatore dell’anima dei personaggi, il suo saper giocare con l’imprevedibile, l’ironico e il grottesco. Il tutto collocato in un’atmosfera in cui si mescolano realismo e immaginazione.

Gli spettatori, incontrando l’imprenditore Enrico Rocco, così impegnato da non riuscire neanche a scrivere una lettera all’amata Ornella, o la giovane Marta, che percorre freneticamente la propria vitamacommette forse un errore fatale, ripercorrono alcune delle storie più significative della produzione dell’autore. Attraverso questo tormentato viaggio, Dix riesce a far emergere una serie di temi fondamentali: l’attesa, la speranza e il rapporto così difficile che tutti noi abbiamo con la felicità, dichiarando chiaramente che, continuando a rimandare ogni decisione concernente la nostra esistenza, il tempo rischia di esaurirsi, di consumarsi, e tutte le occasioni possono svanire per sempre.

Accompagnato da queste riflessioni, il gesto che chiude lo spettacolo è proprio il lancio di un foglio di carta, questa volta però non accartocciato, per sottolineare come la sospensione, nella sua ineffabilità, con Buzzati possa essere non solo la fine di un racconto ma, perché no, anche l’inizio di uno nuovo, una vera e propria ripartenza.

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