Sik-Sik. Verso il futuro

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Anzianità e ambiente alla prova del futuro

di Lorenzo Cazzulani

La direttrice del Teatro Franco Parenti, Andrée Ruth Shammah, ha pensato in grande i festeggiamenti per i “primi cinquant’anni” dello spazio che dirige. Non solo per le tematiche trattate, certamente attuali e scottanti, ma anche per il luogo: Verso il futuro, infatti – lo spettacolo di apertura della prossima stagione, quasi interamente dedicata alla celebrazione stessa del teatro – è stato pensato come una grande rappresentazione coreografica all’interno dell’affascinante e suggestivo spazio dei Bagni Misteriosi. Una grande piscina, accompagnata da gradoni finemente scolpiti e modellati, si erge a protagonista della scena. La struttura all’interno della quale prende forma la messinscena suggerisce già molto riguardo all’intento degli organizzatori. Non vuole essere, infatti, uno spettacolo tradizionale, presentato dentro le solite sale adibite per le rappresentazioni. La maestosità del luogo nel quale Verso il futuro è stato concepito manifesta il desiderio di creare qualcosa di grande.

Grandezza e curiosità, per la non consueta scena che si presenta davanti, sono sensazioni che serpeggiano tra il pubblico, posto anch’esso in maniera del tutto inusuale: alcuni sistemati sui gradoni, altri su alcune precarie seggiole a bordo piscina, altri ancora adagiati su comode sedie rosse poste al riparo di un porticato.

Il tema centrale della rappresentazione, il “futuro”, riflette il clima di precarietà nel quale oggi viviamo. Il problema ambientale è di fatto sulla bocca di ognuno di noi. Proiettarci verso un futuro più o meno immediato non esula dal riflettere riguardo alla possibilità di una catastrofe naturale nella quale potremmo piombare da un momento all’altro, posto che non ne siamo già immersi, come viene ben argomentato all’interno dello spettacolo. Ogni elemento è finalizzato a questo scopo: mostrare l’impatto che l’uomo ha avuto sull’ambiente. La rappresentazione è quasi un j’accuse che l’Homo Sapiens rivolge a sé stesso. Danzatrici sospese su un filo a decine di metri d’altezza, fuochi artificiali di un rosso brillante posti a significare il calore con il quale il pianeta Terra sta vedendo aumentare la propria temperatura: sono solo alcuni dei temi efficacemente toccati durante lo spettacolo.

L’angoscia catastrofista che accompagna il modo in cui Verso il futuro pensa l’avvenire è accompagnata da un secondo significato di quest’ultimo, ossia l’anzianità, che nelle parole di Andrée Shammah è presentata come la “Grande età”, ovvero un periodo dell’esistenza aperto a nuove opportunità e prospettive. Si cancella così l’idea di una vecchiaia passiva che rimugina sul proprio passato e che vive tragicamente la propria inutilità sociale. Il futuro della Grande età è messo bene in parallelo con il futuro del nostro pianeta: l’avvenire deve configurarsi attivamente, sia che si tratti di trovare un senso nelle fasi finali della propria esistenza, sia riguardo all’immediato futuro cui l’umanità deve fare fronte. L’uomo ha in mano il proprio destino, da lui dipende l’alba di quello che sarà il domani che lo attende.

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